Erano giardini, una riflessione sull’agricoltura

24 giugno 2010 - Sergio Maistrello

Il Parco dei Buoi di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io mi sia abbonato. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l’unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale avrebbe potuto continuare a lungo. Oggi, per fortuna, le aziende agricole che inseguono forme di “adozione” simili a questa si stanno diffondendo anche dalle mie parti. L’orto biologico di Silvio Martini, da cui ci riforniamo settimanalmente, e ancor di più la nascente Prima Vera dell’Associazione Modo ne sono un validissimo esempio.

Francesco Travaglini è stato uno dei primissimi contadini in Italia ad aprirsi non soltanto a forme di produzione ecosostenibili, ma anche alla ricerca attiva di nuovi clienti attraverso blog e social network. Un paio di anni fa, dovendo raccontare i “nuovi consumatori” in un seminario a Milano, gli chiesi di spiegarmi i presupposti della sua attività, che si ispira alle esperienze americane di community supported agricolture: in un video realizzato per l’occasione trovate tutto il materiale che serve per farsene un’idea. Da quelle intuizioni l’anno scorso è nato Agrycult, tentativo di fondare una comunità online per i farmer marketer aperti alla tecnologia e all’uso di internet per farsi conoscere e vendere i propri prodotti. In questi giorni, per esempio, sono aperte le iscrizioni per abbonarsi alla ricotta.

Questa introduzione mi serve per segnalare una riflessione importante – amara, ma stimolante – che Francesco Travaglini ha lanciato oggi sullo stato dell’agricolura nella sua terra. Nel suo mettere in connessione diretta due argomenti che hanno facile presa nell’immaginario dei più sensibili all’ambiente, energie rinnovabili e coltivazioni rispettose dei cicli naturali, mi sembra ottimo cibo per la mente per chiunque sia disponibile ad approfondire la complessità che governa il mercato alimentare e la possibilità per ciascuno di noi di compiere scelte equilibrate e in linea con la propria visione del mondo.

Una volta erano giardini, oggi sono distese incolte e cimiteri di viti estirpate. Quelli che una volta erano contadini dal cervello fino ora sono persone demotivate in attesa di ricevere una buona e convincente offerta per coltivare pannelli fotovoltaici o pale eoliche. È tempo di trebbiatura del grano ed è un’ottima annata: si producono 50 quintali per ettaro, ma non bastano a coprire le spese vive considerato che se si è fortunati si vende a 14 euro al quintale. L’uva, quando si vende, costa 25 euro al quintale, olive idem, per non parlare delle aleatorie coltivazioni e quotazioni di ortaggi vari, che hanno mandato sul lastrico tantissimi imprenditori agricoli. E allora, come dargli torto? 5000-7000 euro all’anno per 25 anni per lasciare che i giardini diventino campi di pannelli fotovoltaici o parchi eolici, ma quando li guadagnerebbero coltivando grano duro? Non siamo contrari alle energie rinnovabili, anzi i pali eolici tutto sommato non ci infastidiscono nemmeno alla vista. Ma non è possibile che si dimentichi la vocazione di queste terre, di questi giardini.

Incontro tra Gas

18 giugno 2010 - Carlo Mayer

Sarebbe un peccato non trasformare l’entusiasmo nato da Terra-è in un momento di altre proposte, di conoscenza di coordinamento e di FESTA tra noi.

Abbiamo deciso di proporre un incontro di inizio estate sabato 26 giugno, alla Casa del Popolo (vedi poi le indicazioni) il pomeriggio e poi a seguire… ;=)
Ad ora siamo circa una dozzina di persone per 4 Gas (se Casarsa conferma): Gaspita, GasPN, Casarsa e (last but not least) Gas Sacile.

Ci sono tante cose su cui ci piacerebbe parlare tra noi:

- come organizzare eventuali ordini comuni in maniera più razionale? (Karin, p. es., ha delle proposte)
- come mettere in comune i fornitori, e/o i referenti di ogni gas per ciascun settore (farine, pasta, riso…)
- che regole vi siete dati voi per ’scegliere’ un fornitore? Noi stiamo cercando di fare un ‘protocollo’, ma sicuramente ci piacerebbe scambiare esperienze…
- ci piacerebbe sapere di più della banca del tempo: mi sembra che Casarsa ne abbia una già da qualche anno…
- come finanziarsi? Ad offerta volontaria, o altro?

Su altre proposte, su come organizzare questi ed altri argomenti ed in generale su come organizzare la giornata, abbiamo carta (mail) bianca: Noi cercheremo nel nostro piccolo di essere dei buoni ospiti, e la vediamo come una riunione informale e interlocutoria. Se venite ci fate piacere ;=)

Alcune indicazioni e informazioni logistiche:
la Casa del Popolo è in via Carnaro 10, Pordenone (su Google Maps la trovate subito).
Noi saremmo là dalle 16 in poi (a meno che non si decida altrimenti); oltre alla Casa del Popolo, nelle vicinanze (300 metri) c’è il nuovo Parco del Castello di Torre, ameno e appena messo a posto.
In Casa del Popolo ci sono sedie, tavoli, stoviglie, pentole e una cucina professionale.
Sempre al Castello c’è PNBox, che è un ristorante multimediale (!), cioè ristorante più sede della omonima webtv:
http://www.pnboxstudios.tv/gli_studios.asp

Se pensiamo di fare spuntini o cene in CdP non c’è problema, basta organizzarsi un po’. Noi possiamo mettere una base di salumi, vino (non garantito) acqua del sindaco e naturalmente piatti e bicchieri; se poi ognuno porta qualcosa, siamo a posto. Se invece preferiamo andare a PNBox, credo che bisognerà organizzare la prenotazione.

Vi ricordo che potete segnalare la vostra presenza rispondendo a questo articolo.

A presto, speriamo1

Grazie a chi è venuto a trovarci

17 maggio 2010 - GASPn

terrae

Sabato e domenica scorsa il gazebo dei Gas pordenonesi a Terraé – per il quale dobbiamo un plauso pubblico alla passione e alla dedizione di Cora e Livio del Gaspita – è stato affollato da decine di cittadini interessati a conoscere la realtà dell’acquisto critico e solidale. La curiosità e la simpatia raccolte ci confermano la necessità di far conoscere le nostre attività di più e meglio, per quanto possibile a una realtà basata sul volontariato e sulla collaborazione spontanea come la nostra.

Ricordiamo intanto a quanti sono interessati ad approfondire le attività specifiche del nostro gruppo di acquisto solidale e a valutare la possibilità di aderirvi che la prossima riunione del GASPn è fissata per martedì 25 maggio alle 20.30 e si terrà, come di consueto, presso la Casa del Popolo di via Carnaro 10 a Torre (Pordenone). Nel frattempo potete leggere il nostro statuto e il documento base della rete nazionale dei Gas italiani.

Sabato e domenica siamo in piazza a Pordenone

11 maggio 2010 - Sergio Maistrello

GASPn, insieme alla rete dei gruppi d’acquisto solidali di Pordenone e dintorni, sarà in piazza sabato 15 e domenica 16 per fornire informazioni a quanti sono interessati a saperne di più sulle nostre attività. L’occasione è Terraè, un contenitore di inziative sul tema della sostenibilità, che il prossimo fine settimana occuperà piazza XX settembre con stand e iniziative assortite (il programma in pdf). Cercateci nell’area blu.

Compro Bio? Si, ma…

14 aprile 2010 - Carlo Mayer

Giovedì 15 aprile  alle 18:30 a Udine, in Sala Fondazione CRUP si terrà la Tavola Rotinda organizzata dalla Regione illustrato nella locandina allegata; il cinfronto tra produttori e consumatori (invitati anche tre rappresentanti dei GAS della Regione) promette di essere interessante.

Scarica l’invito alla Tavola Rotonda «Compro Bio? Si, ma…»

Articolo dal Gazzettino 14 marzo 2010

16 marzo 2010 - Carlo Mayer

Nato da un anno il sodalizio di consumo critico predilige i prodotti a “chilometri zero”

Domenica 14 Marzo 2010,

PORDENONE – Oltre al Gaspita, il primo Gruppo d’acquisto solidale formatosi in città, lo scorso anno è nato anche il Gaspn, che ha sede nella Casa del popolo di Torre e che raccoglie sotto la sua ala una ventina di famiglie. Gli incontri per decidere gli acquisti collettivi da fare, confrontare le esperienze e trovare nuovi canali di collaborazione, con produttori o altri Gas, si tengono ogni primo martedì del mese e gli interessati possono consultare il sito gaspn.net, nel quale si trovano per altro curiosità, ricette, informazioni su farine e kamut, sul consumo responsabile dell’acqua e su tutta una serie di opportunità ecosostenibili. «Per esempio – spiega Carlo Mayer, uno dei referenti del Gruppo – spieghiamo che ora c’è la possibilità di aderire al progetto “Prima vera”, che prevede la condivisione delle spese e dei frutti del campo che l’associazione Modo coltiverà a Cordenons». Inoltre il nostro gruppo ha sposato il progetto “adotta un alveare”: contribuiamo alle spese e l’allevatore Paul Buoro ci fornisce un tot di vasi di miele l’anno. Inoltre per capirne di più sui prodotti, abbiamo avviato una serie di degustazioni con esperti assaggiatori indipendenti. Di recente abbiamo fatto quelle dell’olio di oliva e del cioccolato, con “in cattedra” Giovanni Pavan». Per quanto riguarda gli acquisti il Gaspn, attraverso i propri membri, ma anche in collaborazione con altri Gruppi come il Gaspita il Gas di Sacile e quello che collabora con la Caritas, acquista beni e servizi basandosi su alcuni criteri preferenziali: attenzione alla conoscibilità dei fornitori e dei loro metodi di produzione; preferenza per la produzione biologica, biodinamica e, più in generale, per le produzioni che si dimostrino rispettose delle persone, della biodiversità, della sostenibilità ambientale e della qualità; preferenza, a parità di qualità e costo, per i prodotti a chilometro zero, e, dunque, per la riduzione al minimo dell’impatto ambientale del trasporto, dell’imballaggio e della distribuzione delle merci. Anche il Gaspn con il proprio banchetto sarà presente in piazza nel weekend del 15 e 16 maggio.
Sempre in tema di acquisti in gruppo, lo Sportello energia, aperto due settimane fa dal Comune nella sede della Circoscrizione centro ha già messo insieme 20 persone interessate a dotarsi di pannelli, allo scopo di ottenere uno sconto del 10-15%.
A.S.

DOLCE PESATO

15 marzo 2010 - Carlo Mayer

di Enrica-Siena

La ricetta è semplice e adatta a fare torte ripiene tipo quelle dei compleanni.
Per il ripieno basta sbizzarrirsi: dalla crema pasticcera a quella crema e panna, al cioccolato semplice o con ricotta o mascarpone e quello che la cuoca o il cuoco desiderano. Così per la copertura: panna montata semplice, panna speciale con meno
quantitativo di grassi, cioccolato, glasse o semplicemente zucchero a velo o vanigliato.

Ricetta base:

  • 1 uovo intero
  • 1/2 hg di zucchero
  • 1/2 hg di farina bianca
  • 1 pizzichino di polvere lievitante per dolci

Procedimento:

  • montare bene zucchero e uova
  • aggiungere piano la farina, meglio se setacciata
  • alla fine unire il lievito
  • infornare 20′ circa a 180° (compatibilemente con il forno usato)

Alternative:

  • è possibile aggiungere all’impasto limone o arancia grattugiata, i sapori da dolci se desiderati.
  • il dolce si presta bene alla bagna ma attenzione perchè si imbibisce facilmente da non renderlo privo di consistenza.

Per il classico formato torta sono sufficienti 3 uova, calcolando poi le rispettive dosi di zucchero e farina, per la polvere lievitante basta 1 cucchiaino o mezza dose.
Il dolce ha una consistenza tipo Pan di Spagna ma meno spugnoso e più rustico.

Buon divertimento nel prepararlo e buon appetito nel gustarlo!

Km 0?

19 febbraio 2010 - Carlo Mayer

Pane, salumi  e pasta e campagna pubblicitaria  a km 0 di 50anni fa

A proposito di pane fatto in casa

17 febbraio 2010 - Sergio Maistrello

Matteo Balocco, blogger vercellese, racconta la sua esperienza riguardo al pane fatto in casa, condividendo la sua ricetta per l’impasto e sfiziosi suggerimenti creativi (la focaccina ripiene di pancetta!).

Il pane qui si fa – ma non si cuoce – con la macchina del pane. La macchina, infatti, fa molto bene la parte faticosa di impastare, ma fa molto male la parte rilassante del dare forma e cuocere. Personalmente trovo dozzinale la forma del pane, così come esce dalla macchina, a fine cottura. Dà molta più soddisfazione manipolare la pasta, tagliarla, dare forme nuove e impreviste. Giocarci insomma. E a conti fatti non prende molto tempo. Perfino i tempi di cottura diminuiscono drasticamente. Cuocere 8 panini di medie dimensioni prende 1/4 del tempo necessario per cuocere decentemente la mattonella monolitica di mollica che esce dal mio Moulinex. Inoltre, vantaggio non secondario, si può cuocere solo il numero di pagnotte necessarie al momento, conservando la pasta rimanente avvolta in un po’ di cellophane direttamente in frigorifero. Regge tranquillamente per qualche giorno. Meno avanzi di pane secco (o semi secco, che sopporto ancora meno) e briciole il giorno dopo.

[continua a leggere su Totanus, il blog di Matteo Balocco]

Agricult e la parte agricola della rete

17 febbraio 2010 - Sergio Maistrello

Segnalo la nascita di Agricult, una comunità di aziende agricole che si riconoscono nel modello della community supported agricolture e che credono nel chilometro zero della comunicazione al servizio dell’agricoltura. Promosso da Francesco Travaglini del Parco dei buoi da Michele Vitale, il sito dovrebbe ospitare a regime un farmer market diffuso, che ricalchi l’esperienza dell’abbonamento all’orto sperimentato ormai da diversi anni dal Parco dei buoi. Un’iniziativa da tenere presente, per spunti e offerte.