IL CASEIFICIO PENNAR

15 novembre 2011 - Carlo Mayer

Gita Degustazione settembre 2011

Il Caseificio Pennar rappresenta un caseificio storico nell’altopiano di Asiago, ristrutturato nel 1927. Attualmente consta di 12 casari e 15 addetti allo spaccio, distribuiti in due punti vendita.

Il caseificio Pennar fa parte del CONSORZIO TUTELA FORMAGGI.

I 60 contadini-allevatori soci allevano a pascolo, di cui 10 nelle malghe:

  • allevano per lo più la razza bruna, non sono accettate le olandesi; a 6-7anni un animale è già considerata vecchia per la produzione del latte. Le mucche sono allimentate a foraggio o mangimi alimentari con cereali ed erba; ogni 15 giorni i veterinari eseguono un controllo al foraggio.
  • sono forniti di cisterne contenenti 4.000l di latte che vengono regolarmente ritirate dal caseificio quando sono piene.
  • eseguono due mungiture/die che equivalgono a circa 60l di latte al giorno. Il periodo da ottobre a novembre è considerato un periodo di magra per il latte per la presenza dei cuccioli, mentre da giugno a settembre si concentra la maggior produzione di latte e corrisponde all’alpeggio. Nel periodo estivo il burro è di qualità superiore.
  • ogni mattina da tutti i soci produttori viene prelevato un campione di latte per gli esami chimico batteriologici ed eventuale presenza di antibiotici. Nel caso in cui una mucca che produce latte venga sottoposta a terapia antibiotica il suo latte verrà scartato per 15/20 giorni prima di rimetterlo in filiera produttiva, così come quando nasce un vitellino (il latte serve per la sua crescita e non viene prelevato per scopo umano).

Nel caseificio il latte che arriva è raccolto in contenitori grandi rettangolari a cielo aperto (si vede la schiuma e si sente profumo):

  • tramite tubi di aspirazione il latte è trasportato nelle cisterne fatte da due contenitori conici sovrapposti (rame all’interno e alluminio all’esterno) che  scalda il latte a vapore; ogni contenitore ha una capacità di 1000l di latte da cui si realizzano 2 forme di grana o 6/8 forme di mezzano.
  • il LATTE FRESCO è scaldato a 65° tempo utile per coagulare  a cui è aggiunto il caglio (ricavato dall’intestino del vitello) e lasciato per 1/2h a riposare, trascorso questo tempo grazie a grosse tele viene “rotta la tagliata” per le lavorazioni da cui per ultima si ricava la ricotta. Tutto il residuo adesso è raccolto e spedito a Ferrara dove subirà altre trasformazioni, in passato tutto quello che avanzava nel caseificio era raccolto e dato come pasto ai porcelli. Il liquido era ed è considerato ancora un ottimo coadiuvante delle dermatiti e dei problemi alle ossa, trattamento per contatto ad immersione.

PRODUZIONE:

  • PRESSATO: è il classico Asiago stagionato 30/40gg. Si ricava dalla rottura della tagliata a cui poi è aggiunto il sale a mano, così come la lavorazione prima di essere messa  nei contenitori e poi sotto  le presse. I contenitori, oggi di plastica, leggermente forati permettono la fuoriuscita del siero in eccesso. Il Consorzio Tutela Formaggi riconosce con il numero identificativo 102 stampato sulle forme questo tipo di prodotto e di caseificio. All’interno della stanza della stagionatura queste forme vengono girate tutti i giorni.
  • MEZZANO: Grana è prodotto e salato sotto salamoia in grandi vasche a filo del pavimento (sembrano piscine). Riconosciuto dal Consorzio Tutela Formaggi con il numero identificativo 601=GRAN PENNAR DI MONTAGNA (stagionato 12 mesi: dolce, con 30 mesi: stravecchio). Il prodotto finito pesa circa 34Kg, sarà girato una volta alla settimana durante la stagionatura e pulito con spazzole di crine.
  • AFFUMICATI: i prodotti sono realizzati con affumicatura di abete rosso e piante in cui c’è del miele che permette aromi particolarmente gradevoli.

Oltre all’identificativo per il tipo di formaggio c’è un numero particolare che è stampato su ogni forma questo permette la rintracciabilità della filiera perché da questo secondo numero è possibile risalire al contadino allevatore produttore, al numero/nome della mucca che ha fornito il latte, il momento della mungitura (mattino o pomeriggio) e sapere se e quante volte la mucca ha partorito.

Nulla è lasciato al caso anche l’etichetta che è apposta sopra la forma di formaggio è attaccata con colla alimentare .

Il Consorzio Tutela Formaggi circa due volte al mese esegue dei test sulle forme con un utensile di acciaio/alluminio chiamato “scubba”.

CONSIGLI:

  • quando una forma è conservata in frigo meglio spennellarla di olio di semi  altrimenti dopo 20gg crea la muffa sulla superficie; quando avviene è segno di non trattamenti chimici.

Invecchiamento:

  • ASIAGO PRESSATO fresco 30/40gg
  • ASIAGO PRESSATO invecchiato 3 mesi
  • ASIAGO MEZZANO dolce/saporito 6 mesi
  • ASIAGO STAGIONATO 8/9 mesi
  • ASIAGO VECCHIO 1 anno
  • ASIAGO STRAVECCHIO 2 o 3 anni (pizzica un pò)
  • VEZZENA PENNAR 2 anni (latte di alpeggio è più aromatico)
  • GRAN PENNAR DI MONTAGNA STRAVECCHIO 30 mesi (ha una nota piccante dolce) PREMIATO
  • PENNARONE PENNAR tipo fontina
  • BURRO il migliore è quello della prima settimana di agosto è il più giallo di colore
  • CASATELLA e TOSELLA sono da mangiare entro tre giorni dalla produzione
  • LATTE dura in frigo 5 gg

Che dire: i formaggi assaggiati durante la degustazione erano proprio buoni e gustosi per come li abbiamo portati poi nelle nostre case.

Abbiamo trovato competenza e disponibilità di tutti in particolare della ragazza che ci ha guidati nella filiera del caseificio rispondendo alle tante domande e curiosità oltre alla giocosità che ci ha accompagnati. Abbiamo trovato amore per la terra, gli animali e i tanti clienti che si sono come noi accavallati a tutte le ore allo spaccio.

Grazie a tutti i partecipanti, nella speranza di aver soddisfatto curiosità per coloro che non eran presenti, vi aspettiamo alla prossima gita-degustazione.

Visita al caseificio Pennar di Asiago

14 settembre 2011 - Carlo Mayer

Verdurata pazzerella di Stefania

28 settembre 2010 - Stefania Garofalo

Per consumare in modo veloce un po’ delle squisite verdure dell’orto di Silvio, ho rielaborato una ricetta trovata in rete. Il risultato è molto soddisfacente, ma provate anche voi! Con la pentola a pressione si sta un attimo.

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 peperoni (preferibilmente rossi, così danno un tocco di colore)
  • 4 patate di Silvio (circa 250 gr.)
  • 1 o 2 porri
  • 2 zucchine (meglio se quelle bianche e ritorte)
  • 1 cipolla
  • 2 dl di brodo
  • olio extra vergine d’oliva  (meglio se di Ivo)
  • prezzemolo (da aggiungere alla fine)
  • sale (e pepe se piace)

Pulite i peperoni eliminandone semi e filamenti bianchi.
Divideteli prima a falde, poi tagliateli a tocchetti obliqui.
Sbucciate e affettate a velo la cipolla.
Pulite i porri e tagliateli a fette sottili.
Lavate le patate, sbucciatele e dividetele a spicchi.
Mettete le verdure nella pentola a pressione con 5 cucchiai d’olio e rosolatele per 3-4 minuti.
Bagnatele con il brodo caldo, salate, chiudete e calcolate 10 minuti di cottura dal momento del sibilo.
Togliete la pentola dal fuoco, fate uscire tutto il vapore dalla valvola, togliete il coperchio e rimettete la peperonata su fuoco vivace per qualche minuto per far addensare il sughetto.
Pepate (se piace), cospargete con il prezzemolo tritato e servite.

Salsa verde alla senese

15 settembre 2010 - Serena Machetti

Salsa verde (per bolliti) alla senese:

Salsaverde

Salsaverde

prezzemolo fresco senza gambi un bel ciuffo (una dose pari al contento del frullatore-macinino)
uno spicchio d’aglio fresco
un pizzico di sale o mezza acciuga sotto sale
2-3 cucchiai di capperi sotto aceto
Macinare tutto insieme e alla fine aggiungere abbondante olio di oliva per ricoprire.

La salsa può essere conservata in frigorifero per un mese facendo attenzione che tutto sia ricoperto di abbondante olio di oliva.

La salsa Verde si può utilizzare per conservare-insaporire le acciughe sotto sale:
queste si lavano, si puliscono bene del grosso delle lische e si dissalano, si dispongono a strati e fra un piano e l’altro si ricopre con la salsa verde e olio di oliva.
In questo caso non si mette sale nella sala e l’aglio può essere messo a pezzi interi che da cmq sapore ma non è esagerato perchè rimane in salamoia.
Anche questa versione può accompagnare i bolliti.

Alternativa:
- La salsa verde può accompagnare la maionese fatta in casa con olio di oliva. In questo modo la maionese è molto saporita e di colore intenso sul verde soprattutto se l’olio è extravergine d’oliva e non trattato. Altrimenti c’è chi preferisce usare metà olio di semi o solo olio di semi per fare la maionese.
- La salsa può essere usata per decorare ed insaporire i pomodorini datterino per gli antipasti

Buone creazioni e buon appetito, Serena

Erano giardini, una riflessione sull’agricoltura

24 giugno 2010 - Sergio Maistrello

Il Parco dei Buoi di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io mi sia abbonato. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l’unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale avrebbe potuto continuare a lungo. Oggi, per fortuna, le aziende agricole che inseguono forme di “adozione” simili a questa si stanno diffondendo anche dalle mie parti. L’orto biologico di Silvio Martini, da cui ci riforniamo settimanalmente, e ancor di più la nascente Prima Vera dell’Associazione Modo ne sono un validissimo esempio.

Francesco Travaglini è stato uno dei primissimi contadini in Italia ad aprirsi non soltanto a forme di produzione ecosostenibili, ma anche alla ricerca attiva di nuovi clienti attraverso blog e social network. Un paio di anni fa, dovendo raccontare i “nuovi consumatori” in un seminario a Milano, gli chiesi di spiegarmi i presupposti della sua attività, che si ispira alle esperienze americane di community supported agricolture: in un video realizzato per l’occasione trovate tutto il materiale che serve per farsene un’idea. Da quelle intuizioni l’anno scorso è nato Agrycult, tentativo di fondare una comunità online per i farmer marketer aperti alla tecnologia e all’uso di internet per farsi conoscere e vendere i propri prodotti. In questi giorni, per esempio, sono aperte le iscrizioni per abbonarsi alla ricotta.

Questa introduzione mi serve per segnalare una riflessione importante – amara, ma stimolante – che Francesco Travaglini ha lanciato oggi sullo stato dell’agricolura nella sua terra. Nel suo mettere in connessione diretta due argomenti che hanno facile presa nell’immaginario dei più sensibili all’ambiente, energie rinnovabili e coltivazioni rispettose dei cicli naturali, mi sembra ottimo cibo per la mente per chiunque sia disponibile ad approfondire la complessità che governa il mercato alimentare e la possibilità per ciascuno di noi di compiere scelte equilibrate e in linea con la propria visione del mondo.

Una volta erano giardini, oggi sono distese incolte e cimiteri di viti estirpate. Quelli che una volta erano contadini dal cervello fino ora sono persone demotivate in attesa di ricevere una buona e convincente offerta per coltivare pannelli fotovoltaici o pale eoliche. È tempo di trebbiatura del grano ed è un’ottima annata: si producono 50 quintali per ettaro, ma non bastano a coprire le spese vive considerato che se si è fortunati si vende a 14 euro al quintale. L’uva, quando si vende, costa 25 euro al quintale, olive idem, per non parlare delle aleatorie coltivazioni e quotazioni di ortaggi vari, che hanno mandato sul lastrico tantissimi imprenditori agricoli. E allora, come dargli torto? 5000-7000 euro all’anno per 25 anni per lasciare che i giardini diventino campi di pannelli fotovoltaici o parchi eolici, ma quando li guadagnerebbero coltivando grano duro? Non siamo contrari alle energie rinnovabili, anzi i pali eolici tutto sommato non ci infastidiscono nemmeno alla vista. Ma non è possibile che si dimentichi la vocazione di queste terre, di questi giardini.

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Incontro tra Gas

18 giugno 2010 - Carlo Mayer

Sarebbe un peccato non trasformare l’entusiasmo nato da Terra-è in un momento di altre proposte, di conoscenza di coordinamento e di FESTA tra noi.

Abbiamo deciso di proporre un incontro di inizio estate sabato 26 giugno, alla Casa del Popolo (vedi poi le indicazioni) il pomeriggio e poi a seguire… ;=)
Ad ora siamo circa una dozzina di persone per 4 Gas (se Casarsa conferma): Gaspita, GasPN, Casarsa e (last but not least) Gas Sacile.

Ci sono tante cose su cui ci piacerebbe parlare tra noi:

- come organizzare eventuali ordini comuni in maniera più razionale? (Karin, p. es., ha delle proposte)
- come mettere in comune i fornitori, e/o i referenti di ogni gas per ciascun settore (farine, pasta, riso…)
- che regole vi siete dati voi per ‘scegliere’ un fornitore? Noi stiamo cercando di fare un ‘protocollo’, ma sicuramente ci piacerebbe scambiare esperienze…
- ci piacerebbe sapere di più della banca del tempo: mi sembra che Casarsa ne abbia una già da qualche anno…
- come finanziarsi? Ad offerta volontaria, o altro?

Su altre proposte, su come organizzare questi ed altri argomenti ed in generale su come organizzare la giornata, abbiamo carta (mail) bianca: Noi cercheremo nel nostro piccolo di essere dei buoni ospiti, e la vediamo come una riunione informale e interlocutoria. Se venite ci fate piacere ;=)

Alcune indicazioni e informazioni logistiche:
la Casa del Popolo è in via Carnaro 10, Pordenone (su Google Maps la trovate subito).
Noi saremmo là dalle 16 in poi (a meno che non si decida altrimenti); oltre alla Casa del Popolo, nelle vicinanze (300 metri) c’è il nuovo Parco del Castello di Torre, ameno e appena messo a posto.
In Casa del Popolo ci sono sedie, tavoli, stoviglie, pentole e una cucina professionale.
Sempre al Castello c’è PNBox, che è un ristorante multimediale (!), cioè ristorante più sede della omonima webtv:

http://www.pnboxstudios.tv/gli_studios.asp

Se pensiamo di fare spuntini o cene in CdP non c’è problema, basta organizzarsi un po’. Noi possiamo mettere una base di salumi, vino (non garantito) acqua del sindaco e naturalmente piatti e bicchieri; se poi ognuno porta qualcosa, siamo a posto. Se invece preferiamo andare a PNBox, credo che bisognerà organizzare la prenotazione.

Vi ricordo che potete segnalare la vostra presenza rispondendo a questo articolo.

A presto, speriamo1

Grazie a chi è venuto a trovarci

17 maggio 2010 - GASPn

terrae

Sabato e domenica scorsa il gazebo dei Gas pordenonesi a Terraé – per il quale dobbiamo un plauso pubblico alla passione e alla dedizione di Cora e Livio del Gaspita – è stato affollato da decine di cittadini interessati a conoscere la realtà dell’acquisto critico e solidale. La curiosità e la simpatia raccolte ci confermano la necessità di far conoscere le nostre attività di più e meglio, per quanto possibile a una realtà basata sul volontariato e sulla collaborazione spontanea come la nostra.

Ricordiamo intanto a quanti sono interessati ad approfondire le attività specifiche del nostro gruppo di acquisto solidale e a valutare la possibilità di aderirvi che la prossima riunione del GASPn è fissata per martedì 25 maggio alle 20.30 e si terrà, come di consueto, presso la Casa del Popolo di via Carnaro 10 a Torre (Pordenone). Nel frattempo potete leggere il nostro statuto e il documento base della rete nazionale dei Gas italiani.

Sabato e domenica siamo in piazza a Pordenone

11 maggio 2010 - Sergio Maistrello

GASPn, insieme alla rete dei gruppi d’acquisto solidali di Pordenone e dintorni, sarà in piazza sabato 15 e domenica 16 per fornire informazioni a quanti sono interessati a saperne di più sulle nostre attività. L’occasione è Terraè, un contenitore di inziative sul tema della sostenibilità, che il prossimo fine settimana occuperà piazza XX settembre con stand e iniziative assortite (il programma in pdf). Cercateci nell’area blu.

Compro Bio? Si, ma…

14 aprile 2010 - Carlo Mayer

Giovedì 15 aprile  alle 18:30 a Udine, in Sala Fondazione CRUP si terrà la Tavola Rotinda organizzata dalla Regione illustrato nella locandina allegata; il cinfronto tra produttori e consumatori (invitati anche tre rappresentanti dei GAS della Regione) promette di essere interessante.

Scarica l’invito alla Tavola Rotonda «Compro Bio? Si, ma…»

Articolo dal Gazzettino 14 marzo 2010

16 marzo 2010 - Carlo Mayer

Nato da un anno il sodalizio di consumo critico predilige i prodotti a “chilometri zero”

Domenica 14 Marzo 2010,

PORDENONE – Oltre al Gaspita, il primo Gruppo d’acquisto solidale formatosi in città, lo scorso anno è nato anche il Gaspn, che ha sede nella Casa del popolo di Torre e che raccoglie sotto la sua ala una ventina di famiglie. Gli incontri per decidere gli acquisti collettivi da fare, confrontare le esperienze e trovare nuovi canali di collaborazione, con produttori o altri Gas, si tengono ogni primo martedì del mese e gli interessati possono consultare il sito gaspn.net, nel quale si trovano per altro curiosità, ricette, informazioni su farine e kamut, sul consumo responsabile dell’acqua e su tutta una serie di opportunità ecosostenibili. «Per esempio – spiega Carlo Mayer, uno dei referenti del Gruppo – spieghiamo che ora c’è la possibilità di aderire al progetto “Prima vera”, che prevede la condivisione delle spese e dei frutti del campo che l’associazione Modo coltiverà a Cordenons». Inoltre il nostro gruppo ha sposato il progetto “adotta un alveare”: contribuiamo alle spese e l’allevatore Paul Buoro ci fornisce un tot di vasi di miele l’anno. Inoltre per capirne di più sui prodotti, abbiamo avviato una serie di degustazioni con esperti assaggiatori indipendenti. Di recente abbiamo fatto quelle dell’olio di oliva e del cioccolato, con “in cattedra” Giovanni Pavan». Per quanto riguarda gli acquisti il Gaspn, attraverso i propri membri, ma anche in collaborazione con altri Gruppi come il Gaspita il Gas di Sacile e quello che collabora con la Caritas, acquista beni e servizi basandosi su alcuni criteri preferenziali: attenzione alla conoscibilità dei fornitori e dei loro metodi di produzione; preferenza per la produzione biologica, biodinamica e, più in generale, per le produzioni che si dimostrino rispettose delle persone, della biodiversità, della sostenibilità ambientale e della qualità; preferenza, a parità di qualità e costo, per i prodotti a chilometro zero, e, dunque, per la riduzione al minimo dell’impatto ambientale del trasporto, dell’imballaggio e della distribuzione delle merci. Anche il Gaspn con il proprio banchetto sarà presente in piazza nel weekend del 15 e 16 maggio.
Sempre in tema di acquisti in gruppo, lo Sportello energia, aperto due settimane fa dal Comune nella sede della Circoscrizione centro ha già messo insieme 20 persone interessate a dotarsi di pannelli, allo scopo di ottenere uno sconto del 10-15%.
A.S.