Nasce l’associazione GASPn

15 maggio 2013 - GASPn

associazione

Al termine di un lungo periodo di riflessione e approfondimento tecnico-giuridico, ieri sera il nostro gruppo d’acquisto solidale si è costituito formalmente in associazione. Alla Casa del Popolo di Torre, sede abituale dei nostri incontri mensili, dodici nuclei familiari hanno firmato l’atto costitutivo e approvato lo statuto. Presidente della neonata associazione è stata nominata Anna Rosa Melodia, tesoriere Pasquale Garofalo. L’incontro è terminato con un momento di festa conviviale e un brindisi.

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I gas di Pordenone a Terraè

24 maggio 2012 - Sergio Maistrello

Al tradizionale appuntamento con la fiera mercato in centro a Pordenone che conclude il lungo programma di Terraè-Officina della sostenibilità saranno presenti anche i gruppi d’acquisto solidale della provincia. È una buona occasione per conoscerci, raccogliere informazioni sul funzionamento di un gas e prendere contatto con le diverse realtà locali già attive. Cercate lo stand della Rete Gas Pordenone in piazza XX settembre .

Settimana conclusiva di Terraè quella entrante: gli eventi organizzati da Terraè a Pordenone stanno per concludersi, con una festosa fiera-mercato sabato 26 e domenica 27 maggio in Piazza XX settembre.

Durante queste due giornate si potrà fare una passeggiata in carrozza con gli asini delle asinerie della provincia, per i più piccoli ci sarà l’occasione di cavalcare Asia e Cayenne, dell’associazione Anche noi a cavallo: animali austeri e docili, che aspetteranno chi li vorrà conoscere nei pressi del parcheggio de La Santissima.

Gli stand di aziende che si occupano di risparmio energetico saranno affiancate dalle associazioni, piccole botteghe, artigiani, produttori agricoli e a chilometro zero del pordenonese. Assaggi vegetariani saranno proposti dalla nuova gestione del Bianco&Rosso.

Con la collaborazione di Immaginario Scientifico il sabato pomeriggio (su prenotazione al 346 72 41 478) i bambini potranno cimentarsi in esperimenti tra scienza e manualità, con tema chiave l’Alimentazione.
Dalle 17.00 fino a sera i gruppi Entheos e Collective Lab allieteranno la visita con il loro spettacoli musicali e coreografici: Terraè musica arte a energia quasi zero.

La domenica invece tutti potranno (sempre su prenotazione al 328 94 73 976) sperimentare l’Autocostruzione di un forno solare, grazie a Graziano Naressi e l’associazione Mani Solidali, mentre il pomeriggio Nicoletta De Bellis, assieme a Maddalena Fasser, Acab e Le nuove Risorgive, condurranno un laboratorio di biscotti veg per mamme e papà (329 73 92 407).

Questo martedì (il 22 maggio) alle ore 21.00 invece si terrà l’ultimo convegno, con APE-agenzia Casaclima, Hoval e falegnameria Pellegrini: Edifici a energia quasi zero: qualità, tenuta all’aria e ventilazione. Soluzioni tecniche per ridurre i consumi, gli sprechi e le diseconomie nelle case di oggi e di domani.

Terraè, spera anche quest’anno di aver portato in città quel vento di cooperazione, di relazione e sinergia tra le realtà che hanno partecipato all’iniziativa. Dalle associazioni, ai cittadini, che si sono avvicinati nel corso dei mesi di preparazione e hanno dato all’Associazione nuova energia e nuovi stimoli a ragionare sulla sostenibilità. Parola che, nel 2012, si fa sempre più frequente, ma che spesso perde subito il suo significato, nelle bocche sbagliate e nelle nostre abitudini energivore. Terraè ringrazia i suoi sostenitori (in particolare BCC e 2Rimpianti), e ritiene di essere riuscita, anche quest’anno, a portare in città degli spunti di riflessione e di discussione, anche su temi “spinosi” come l’alimentazione vegetariana o il cohousing. Scelte forti, e che hanno alla base motivazioni personali e sociali molto ricercate e profonde, scelte che possono essere una risposta non solo alla criticità della situazione ambientale che stiamo attraversando, ma anche, e soprattutto, alla crisi economica che stiamo cavalcando e che, senza soluzioni traumatiche o drastiche, possono essere una delle strade nuove e percorribili, per stare meglio tutti, nel nostro ambiente e nel nostro vivere sociale e collettivo.

[maggiori informazioni sul sito di Terraè]

Parmigiano, solidarietà con azienda terremotata

24 maggio 2012 - Sergio Maistrello

Il terremoto che scosso l’Emilia tra le province di Modena, Bologna e Ferrara ha provocato danni importanti al patrimonio storico della zona, ma anche al tessuto produttivo. Un caso che sta godendo in queste ore di grande visibilità è quello dell’Azienda Agrigola Cusumaro di Bomporto (Modena). I locali destinati alla stagionatura del formaggio parmigiano sono stati danneggiati ed è partita una vendita di solidarietà per liberarli dal prodotto caduto (non più stagionabile) e permetterne la ristrutturazione. Molti i gruppi d’acquisto coinvolti.

 

——– Messaggio originale ——–
Oggetto:
I: appello dall’azienda agricola CASUMARO: IL TERREMOTO CI DISTRUGGE MA CI RIALZIAMO
Data:
Tue, 22 May 2012 17:11:33 +0200

qui siamo vivi e vogliamo andare avanti…..

chiediamo a tutti non una mano, ma l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro…..

la mia stalla, come altre venti, porta il latte alla COOPERATIVA SOCIALE LA CAPPELLETTA, grazie alla quale produciamo centinaia di forme al giorno di PARMIGIANO REGGIANO: che è simbolo della nostra tradizione e con grande sforzo anche oggi vorremmo continuare a farlo.

A causa del sisma,il magazzino di stagionatura ha subito gravi danni come potete vedere dalle foto che vi allego. Per poter ripristinare il magazzino è necessario vendere il parmigiano. Con questa e-mail chiediamo la vostra comprensione, solidarietà ma soprattutto un aiuto. Io inizio la raccolta di tutti gli ordini di chi volesse acquistare il nostro parmigiano. Questi sono i nostri prodotti, disponibili anche sottovuoto :

14 mesi € 11,5 Kg
27 mesi € 13,00
crema spalmabile €11,00

Maggiori informazioni sugli ordini e sui tempi di consegna sono disponibili sul sito di Arci Modena.

Coltivare l’orto con la Rete

8 marzo 2012 - GASPn

Florablog e HFarm hanno appena presentato un servizio web per assistere chi voglia sperimentare la coltivazione di un orto, condividendo idee, suggerimenti e prodotti con gli altri iscritti. Si chiama Grow the Planet e propone:

  • uno spazio sociale e “local” nel quale condividere conoscenze ed esperienze, ma anche domande, richieste e discussioni;
  • una sezione dedicata all’apprendimento dove conoscere tutti i consigli e i segreti per ottenere il meglio dalle proprie coltivazioni;
  • una serie di potenti strumenti per progettare e disegnare il proprio orto e seguire ogni fase della coltivazione;
  • un diario di coltivazione che, grazie all’algoritmo climatico alla base del sistema, consiglia quando e cosa coltivare in base alla posizione geografica e al suo clima guidando gli utenti passo dopo passo dalla semina alla raccolta;
  • supporto alla coltivazione in vaso per aiutare i molti utenti che non rinunciano a coltivare i propri ortaggi nei limitati spazi delle città;
  • un’area dedicata allo scambio e alla condivisione di semi, piante e ortaggi, grazie alla quale la più antica forma di commercio inventata dall’uomo, il baratto, rivive in chiave 2.0.

Vedi Grow the Planet

IL CASEIFICIO PENNAR

15 novembre 2011 - Carlo Mayer

Gita Degustazione settembre 2011

Il Caseificio Pennar rappresenta un caseificio storico nell’altopiano di Asiago, ristrutturato nel 1927. Attualmente consta di 12 casari e 15 addetti allo spaccio, distribuiti in due punti vendita.

Il caseificio Pennar fa parte del CONSORZIO TUTELA FORMAGGI.

I 60 contadini-allevatori soci allevano a pascolo, di cui 10 nelle malghe:

  • allevano per lo più la razza bruna, non sono accettate le olandesi; a 6-7anni un animale è già considerata vecchia per la produzione del latte. Le mucche sono allimentate a foraggio o mangimi alimentari con cereali ed erba; ogni 15 giorni i veterinari eseguono un controllo al foraggio.
  • sono forniti di cisterne contenenti 4.000l di latte che vengono regolarmente ritirate dal caseificio quando sono piene.
  • eseguono due mungiture/die che equivalgono a circa 60l di latte al giorno. Il periodo da ottobre a novembre è considerato un periodo di magra per il latte per la presenza dei cuccioli, mentre da giugno a settembre si concentra la maggior produzione di latte e corrisponde all’alpeggio. Nel periodo estivo il burro è di qualità superiore.
  • ogni mattina da tutti i soci produttori viene prelevato un campione di latte per gli esami chimico batteriologici ed eventuale presenza di antibiotici. Nel caso in cui una mucca che produce latte venga sottoposta a terapia antibiotica il suo latte verrà scartato per 15/20 giorni prima di rimetterlo in filiera produttiva, così come quando nasce un vitellino (il latte serve per la sua crescita e non viene prelevato per scopo umano).

Nel caseificio il latte che arriva è raccolto in contenitori grandi rettangolari a cielo aperto (si vede la schiuma e si sente profumo):

  • tramite tubi di aspirazione il latte è trasportato nelle cisterne fatte da due contenitori conici sovrapposti (rame all’interno e alluminio all’esterno) che  scalda il latte a vapore; ogni contenitore ha una capacità di 1000l di latte da cui si realizzano 2 forme di grana o 6/8 forme di mezzano.
  • il LATTE FRESCO è scaldato a 65° tempo utile per coagulare  a cui è aggiunto il caglio (ricavato dall’intestino del vitello) e lasciato per 1/2h a riposare, trascorso questo tempo grazie a grosse tele viene “rotta la tagliata” per le lavorazioni da cui per ultima si ricava la ricotta. Tutto il residuo adesso è raccolto e spedito a Ferrara dove subirà altre trasformazioni, in passato tutto quello che avanzava nel caseificio era raccolto e dato come pasto ai porcelli. Il liquido era ed è considerato ancora un ottimo coadiuvante delle dermatiti e dei problemi alle ossa, trattamento per contatto ad immersione.

PRODUZIONE:

  • PRESSATO: è il classico Asiago stagionato 30/40gg. Si ricava dalla rottura della tagliata a cui poi è aggiunto il sale a mano, così come la lavorazione prima di essere messa  nei contenitori e poi sotto  le presse. I contenitori, oggi di plastica, leggermente forati permettono la fuoriuscita del siero in eccesso. Il Consorzio Tutela Formaggi riconosce con il numero identificativo 102 stampato sulle forme questo tipo di prodotto e di caseificio. All’interno della stanza della stagionatura queste forme vengono girate tutti i giorni.
  • MEZZANO: Grana è prodotto e salato sotto salamoia in grandi vasche a filo del pavimento (sembrano piscine). Riconosciuto dal Consorzio Tutela Formaggi con il numero identificativo 601=GRAN PENNAR DI MONTAGNA (stagionato 12 mesi: dolce, con 30 mesi: stravecchio). Il prodotto finito pesa circa 34Kg, sarà girato una volta alla settimana durante la stagionatura e pulito con spazzole di crine.
  • AFFUMICATI: i prodotti sono realizzati con affumicatura di abete rosso e piante in cui c’è del miele che permette aromi particolarmente gradevoli.

Oltre all’identificativo per il tipo di formaggio c’è un numero particolare che è stampato su ogni forma questo permette la rintracciabilità della filiera perché da questo secondo numero è possibile risalire al contadino allevatore produttore, al numero/nome della mucca che ha fornito il latte, il momento della mungitura (mattino o pomeriggio) e sapere se e quante volte la mucca ha partorito.

Nulla è lasciato al caso anche l’etichetta che è apposta sopra la forma di formaggio è attaccata con colla alimentare .

Il Consorzio Tutela Formaggi circa due volte al mese esegue dei test sulle forme con un utensile di acciaio/alluminio chiamato “scubba”.

CONSIGLI:

  • quando una forma è conservata in frigo meglio spennellarla di olio di semi  altrimenti dopo 20gg crea la muffa sulla superficie; quando avviene è segno di non trattamenti chimici.

Invecchiamento:

  • ASIAGO PRESSATO fresco 30/40gg
  • ASIAGO PRESSATO invecchiato 3 mesi
  • ASIAGO MEZZANO dolce/saporito 6 mesi
  • ASIAGO STAGIONATO 8/9 mesi
  • ASIAGO VECCHIO 1 anno
  • ASIAGO STRAVECCHIO 2 o 3 anni (pizzica un pò)
  • VEZZENA PENNAR 2 anni (latte di alpeggio è più aromatico)
  • GRAN PENNAR DI MONTAGNA STRAVECCHIO 30 mesi (ha una nota piccante dolce) PREMIATO
  • PENNARONE PENNAR tipo fontina
  • BURRO il migliore è quello della prima settimana di agosto è il più giallo di colore
  • CASATELLA e TOSELLA sono da mangiare entro tre giorni dalla produzione
  • LATTE dura in frigo 5 gg

Che dire: i formaggi assaggiati durante la degustazione erano proprio buoni e gustosi per come li abbiamo portati poi nelle nostre case.

Abbiamo trovato competenza e disponibilità di tutti in particolare della ragazza che ci ha guidati nella filiera del caseificio rispondendo alle tante domande e curiosità oltre alla giocosità che ci ha accompagnati. Abbiamo trovato amore per la terra, gli animali e i tanti clienti che si sono come noi accavallati a tutte le ore allo spaccio.

Grazie a tutti i partecipanti, nella speranza di aver soddisfatto curiosità per coloro che non eran presenti, vi aspettiamo alla prossima gita-degustazione.

Visita al caseificio Pennar di Asiago

14 settembre 2011 - Carlo Mayer

Verdurata pazzerella di Stefania

28 settembre 2010 - Stefania Garofalo

Per consumare in modo veloce un po’ delle squisite verdure dell’orto di Silvio, ho rielaborato una ricetta trovata in rete. Il risultato è molto soddisfacente, ma provate anche voi! Con la pentola a pressione si sta un attimo.

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 peperoni (preferibilmente rossi, così danno un tocco di colore)
  • 4 patate di Silvio (circa 250 gr.)
  • 1 o 2 porri
  • 2 zucchine (meglio se quelle bianche e ritorte)
  • 1 cipolla
  • 2 dl di brodo
  • olio extra vergine d’oliva  (meglio se di Ivo)
  • prezzemolo (da aggiungere alla fine)
  • sale (e pepe se piace)

Pulite i peperoni eliminandone semi e filamenti bianchi.
Divideteli prima a falde, poi tagliateli a tocchetti obliqui.
Sbucciate e affettate a velo la cipolla.
Pulite i porri e tagliateli a fette sottili.
Lavate le patate, sbucciatele e dividetele a spicchi.
Mettete le verdure nella pentola a pressione con 5 cucchiai d’olio e rosolatele per 3-4 minuti.
Bagnatele con il brodo caldo, salate, chiudete e calcolate 10 minuti di cottura dal momento del sibilo.
Togliete la pentola dal fuoco, fate uscire tutto il vapore dalla valvola, togliete il coperchio e rimettete la peperonata su fuoco vivace per qualche minuto per far addensare il sughetto.
Pepate (se piace), cospargete con il prezzemolo tritato e servite.

Salsa verde alla senese

15 settembre 2010 - Serena Machetti

Salsa verde (per bolliti) alla senese:

Salsaverde

Salsaverde

prezzemolo fresco senza gambi un bel ciuffo (una dose pari al contento del frullatore-macinino)
uno spicchio d’aglio fresco
un pizzico di sale o mezza acciuga sotto sale
2-3 cucchiai di capperi sotto aceto
Macinare tutto insieme e alla fine aggiungere abbondante olio di oliva per ricoprire.

La salsa può essere conservata in frigorifero per un mese facendo attenzione che tutto sia ricoperto di abbondante olio di oliva.

La salsa Verde si può utilizzare per conservare-insaporire le acciughe sotto sale:
queste si lavano, si puliscono bene del grosso delle lische e si dissalano, si dispongono a strati e fra un piano e l’altro si ricopre con la salsa verde e olio di oliva.
In questo caso non si mette sale nella sala e l’aglio può essere messo a pezzi interi che da cmq sapore ma non è esagerato perchè rimane in salamoia.
Anche questa versione può accompagnare i bolliti.

Alternativa:
- La salsa verde può accompagnare la maionese fatta in casa con olio di oliva. In questo modo la maionese è molto saporita e di colore intenso sul verde soprattutto se l’olio è extravergine d’oliva e non trattato. Altrimenti c’è chi preferisce usare metà olio di semi o solo olio di semi per fare la maionese.
- La salsa può essere usata per decorare ed insaporire i pomodorini datterino per gli antipasti

Buone creazioni e buon appetito, Serena

Erano giardini, una riflessione sull’agricoltura

24 giugno 2010 - Sergio Maistrello

Il Parco dei Buoi di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io mi sia abbonato. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l’unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale avrebbe potuto continuare a lungo. Oggi, per fortuna, le aziende agricole che inseguono forme di “adozione” simili a questa si stanno diffondendo anche dalle mie parti. L’orto biologico di Silvio Martini, da cui ci riforniamo settimanalmente, e ancor di più la nascente Prima Vera dell’Associazione Modo ne sono un validissimo esempio.

Francesco Travaglini è stato uno dei primissimi contadini in Italia ad aprirsi non soltanto a forme di produzione ecosostenibili, ma anche alla ricerca attiva di nuovi clienti attraverso blog e social network. Un paio di anni fa, dovendo raccontare i “nuovi consumatori” in un seminario a Milano, gli chiesi di spiegarmi i presupposti della sua attività, che si ispira alle esperienze americane di community supported agricolture: in un video realizzato per l’occasione trovate tutto il materiale che serve per farsene un’idea. Da quelle intuizioni l’anno scorso è nato Agrycult, tentativo di fondare una comunità online per i farmer marketer aperti alla tecnologia e all’uso di internet per farsi conoscere e vendere i propri prodotti. In questi giorni, per esempio, sono aperte le iscrizioni per abbonarsi alla ricotta.

Questa introduzione mi serve per segnalare una riflessione importante – amara, ma stimolante – che Francesco Travaglini ha lanciato oggi sullo stato dell’agricolura nella sua terra. Nel suo mettere in connessione diretta due argomenti che hanno facile presa nell’immaginario dei più sensibili all’ambiente, energie rinnovabili e coltivazioni rispettose dei cicli naturali, mi sembra ottimo cibo per la mente per chiunque sia disponibile ad approfondire la complessità che governa il mercato alimentare e la possibilità per ciascuno di noi di compiere scelte equilibrate e in linea con la propria visione del mondo.

Una volta erano giardini, oggi sono distese incolte e cimiteri di viti estirpate. Quelli che una volta erano contadini dal cervello fino ora sono persone demotivate in attesa di ricevere una buona e convincente offerta per coltivare pannelli fotovoltaici o pale eoliche. È tempo di trebbiatura del grano ed è un’ottima annata: si producono 50 quintali per ettaro, ma non bastano a coprire le spese vive considerato che se si è fortunati si vende a 14 euro al quintale. L’uva, quando si vende, costa 25 euro al quintale, olive idem, per non parlare delle aleatorie coltivazioni e quotazioni di ortaggi vari, che hanno mandato sul lastrico tantissimi imprenditori agricoli. E allora, come dargli torto? 5000-7000 euro all’anno per 25 anni per lasciare che i giardini diventino campi di pannelli fotovoltaici o parchi eolici, ma quando li guadagnerebbero coltivando grano duro? Non siamo contrari alle energie rinnovabili, anzi i pali eolici tutto sommato non ci infastidiscono nemmeno alla vista. Ma non è possibile che si dimentichi la vocazione di queste terre, di questi giardini.

[youtube gn-vIYcTxdo]

Incontro tra Gas

18 giugno 2010 - Carlo Mayer

Sarebbe un peccato non trasformare l’entusiasmo nato da Terra-è in un momento di altre proposte, di conoscenza di coordinamento e di FESTA tra noi.

Abbiamo deciso di proporre un incontro di inizio estate sabato 26 giugno, alla Casa del Popolo (vedi poi le indicazioni) il pomeriggio e poi a seguire… ;=)
Ad ora siamo circa una dozzina di persone per 4 Gas (se Casarsa conferma): Gaspita, GasPN, Casarsa e (last but not least) Gas Sacile.

Ci sono tante cose su cui ci piacerebbe parlare tra noi:

- come organizzare eventuali ordini comuni in maniera più razionale? (Karin, p. es., ha delle proposte)
- come mettere in comune i fornitori, e/o i referenti di ogni gas per ciascun settore (farine, pasta, riso…)
- che regole vi siete dati voi per ‘scegliere’ un fornitore? Noi stiamo cercando di fare un ‘protocollo’, ma sicuramente ci piacerebbe scambiare esperienze…
- ci piacerebbe sapere di più della banca del tempo: mi sembra che Casarsa ne abbia una già da qualche anno…
- come finanziarsi? Ad offerta volontaria, o altro?

Su altre proposte, su come organizzare questi ed altri argomenti ed in generale su come organizzare la giornata, abbiamo carta (mail) bianca: Noi cercheremo nel nostro piccolo di essere dei buoni ospiti, e la vediamo come una riunione informale e interlocutoria. Se venite ci fate piacere ;=)

Alcune indicazioni e informazioni logistiche:
la Casa del Popolo è in via Carnaro 10, Pordenone (su Google Maps la trovate subito).
Noi saremmo là dalle 16 in poi (a meno che non si decida altrimenti); oltre alla Casa del Popolo, nelle vicinanze (300 metri) c’è il nuovo Parco del Castello di Torre, ameno e appena messo a posto.
In Casa del Popolo ci sono sedie, tavoli, stoviglie, pentole e una cucina professionale.
Sempre al Castello c’è PNBox, che è un ristorante multimediale (!), cioè ristorante più sede della omonima webtv:

http://www.pnboxstudios.tv/gli_studios.asp

Se pensiamo di fare spuntini o cene in CdP non c’è problema, basta organizzarsi un po’. Noi possiamo mettere una base di salumi, vino (non garantito) acqua del sindaco e naturalmente piatti e bicchieri; se poi ognuno porta qualcosa, siamo a posto. Se invece preferiamo andare a PNBox, credo che bisognerà organizzare la prenotazione.

Vi ricordo che potete segnalare la vostra presenza rispondendo a questo articolo.

A presto, speriamo1