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Torta Panarello

martedì, 23 settembre 2014
 La torta Panarello è una torta che prende il nome dalla pasticceria omonima,nata nel 1885:a storia del marchio Panarello inizia a Genova alla fine dell’ ‘800 quando Francesco Panarello, dipendente come capo pasticciere in un forno in Via Porta d’Archi, distinguendosi per spirito d’iniziativa e intraprendenza, comincia ad arricchire gli impasti, con maggiori quantità di burro e zucchero, rendendoli così più ricchi e gustosi.La clientela apprezza molto i prodotti realizzati con le nuove ricette ‘rinforzate’ e il forno si caratterizza sempre più come pasticceria.Nel 1885, a soli 17 anni, il giovane Francesco rileva il forno e dà inconsapevolmente inizio ad una dolce storia lunga più di un secolo.
Mordìbida e ricca, Elena ce l’ha servita arricchita con amaretto.
Ingredienti
  • Farina 300 grammi
  • Uova intere 4
  • Zucchero 350 grammi
  • Mandorle macinate 100 grammi
  • Burro 200 grammi
  • Panna fresca da montare 200 grammi
  • Una bustina di lievito sciolta in mezzo bicchiere di liquore all’amaretto
  • Un pizzico di sale

tortaMettere tutti gli ingredienti in una terrina, mescolare con le fruste finché sono bene amalgamati; iniziare a velocità bassa, aumentarla gradatamente.

Un’ora di cottura a 160° circa – a seconda del forno.

In teoria ci vorrebbe uno stampo da dolci largo e basso.

Con mezzo bicchiere di amaretto la torta rimane  asciutta, aumentando sarà più umida e morbida.

Sarebbe interessante provare a sostituire 10 o 15 grammi di mandorle dolci con qualche mandorla amara o nocciolo di albicocca.

 

Verdurata pazzerella di Stefania

martedì, 28 settembre 2010

Per consumare in modo veloce un po’ delle squisite verdure dell’orto di Silvio, ho rielaborato una ricetta trovata in rete. Il risultato è molto soddisfacente, ma provate anche voi! Con la pentola a pressione si sta un attimo.

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 peperoni (preferibilmente rossi, così danno un tocco di colore)
  • 4 patate di Silvio (circa 250 gr.)
  • 1 o 2 porri
  • 2 zucchine (meglio se quelle bianche e ritorte)
  • 1 cipolla
  • 2 dl di brodo
  • olio extra vergine d’oliva  (meglio se di Ivo)
  • prezzemolo (da aggiungere alla fine)
  • sale (e pepe se piace)

Pulite i peperoni eliminandone semi e filamenti bianchi.
Divideteli prima a falde, poi tagliateli a tocchetti obliqui.
Sbucciate e affettate a velo la cipolla.
Pulite i porri e tagliateli a fette sottili.
Lavate le patate, sbucciatele e dividetele a spicchi.
Mettete le verdure nella pentola a pressione con 5 cucchiai d’olio e rosolatele per 3-4 minuti.
Bagnatele con il brodo caldo, salate, chiudete e calcolate 10 minuti di cottura dal momento del sibilo.
Togliete la pentola dal fuoco, fate uscire tutto il vapore dalla valvola, togliete il coperchio e rimettete la peperonata su fuoco vivace per qualche minuto per far addensare il sughetto.
Pepate (se piace), cospargete con il prezzemolo tritato e servite.

Salsa verde alla senese

mercoledì, 15 settembre 2010

Salsa verde (per bolliti) alla senese:

Salsaverde

Salsaverde

prezzemolo fresco senza gambi un bel ciuffo (una dose pari al contento del frullatore-macinino)
uno spicchio d’aglio fresco
un pizzico di sale o mezza acciuga sotto sale
2-3 cucchiai di capperi sotto aceto
Macinare tutto insieme e alla fine aggiungere abbondante olio di oliva per ricoprire.

La salsa può essere conservata in frigorifero per un mese facendo attenzione che tutto sia ricoperto di abbondante olio di oliva.

La salsa Verde si può utilizzare per conservare-insaporire le acciughe sotto sale:
queste si lavano, si puliscono bene del grosso delle lische e si dissalano, si dispongono a strati e fra un piano e l’altro si ricopre con la salsa verde e olio di oliva.
In questo caso non si mette sale nella sala e l’aglio può essere messo a pezzi interi che da cmq sapore ma non è esagerato perchè rimane in salamoia.
Anche questa versione può accompagnare i bolliti.

Alternativa:
– La salsa verde può accompagnare la maionese fatta in casa con olio di oliva. In questo modo la maionese è molto saporita e di colore intenso sul verde soprattutto se l’olio è extravergine d’oliva e non trattato. Altrimenti c’è chi preferisce usare metà olio di semi o solo olio di semi per fare la maionese.
– La salsa può essere usata per decorare ed insaporire i pomodorini datterino per gli antipasti

Buone creazioni e buon appetito, Serena

DOLCE PESATO

lunedì, 15 marzo 2010

di Enrica-Siena

La ricetta è semplice e adatta a fare torte ripiene tipo quelle dei compleanni.
Per il ripieno basta sbizzarrirsi: dalla crema pasticcera a quella crema e panna, al cioccolato semplice o con ricotta o mascarpone e quello che la cuoca o il cuoco desiderano. Così per la copertura: panna montata semplice, panna speciale con meno
quantitativo di grassi, cioccolato, glasse o semplicemente zucchero a velo o vanigliato.

Ricetta base:

  • 1 uovo intero
  • 1/2 hg di zucchero
  • 1/2 hg di farina bianca
  • 1 pizzichino di polvere lievitante per dolci

Procedimento:

  • montare bene zucchero e uova
  • aggiungere piano la farina, meglio se setacciata
  • alla fine unire il lievito
  • infornare 20′ circa a 180° (compatibilemente con il forno usato)

Alternative:

  • è possibile aggiungere all’impasto limone o arancia grattugiata, i sapori da dolci se desiderati.
  • il dolce si presta bene alla bagna ma attenzione perchè si imbibisce facilmente da non renderlo privo di consistenza.

Per il classico formato torta sono sufficienti 3 uova, calcolando poi le rispettive dosi di zucchero e farina, per la polvere lievitante basta 1 cucchiaino o mezza dose.
Il dolce ha una consistenza tipo Pan di Spagna ma meno spugnoso e più rustico.

Buon divertimento nel prepararlo e buon appetito nel gustarlo!

Idee per cucinare i cappucci

venerdì, 22 maggio 2009

Alcuni partecipanti al GASPn mi chiedevano che cosa fare con tutti i cappucci che si stanno accumulando dalle ultime cassette di Silvio. Il bello di un “abbonamento all’orto” è che ti costringe ad adeguarti alle maturazioni della stagione e alle quantità, alle ripetitività e agli abbinamenti che non sempre sceglieresti consapevolmente andando in un tradizionale negozio di ortofrutta. Per noi finora è stato uno stimolo a cercare nuove ricette, di cui la rete è custode generosa.

Io, per dire, i cappucci li faccio spesso stufati in pentola: taglio il cespo a fette, ottenendo listarelle di media lunghezza, butto tutto in una casseruola con olio, cipolla, aglio, un po’ di peperoncino e lascio cucinare a fuoco basso anche per un’oretta, lasciando che si consumi il più possibile. Chi vuole insaporire un po’ può aggiungere della pancetta a dadini (scottata prima) anche già a inizio cottura. Io ne mangerei pentolate intere, sono deliziosi, ma attenzione che restano comunque piuttosto pesanti.

Ad ogni modo, la mia è una ricetta adattata da spunti colti in giro per il web. Vi giro qualche link di ispirazione:

Altre idee?

Frittata del mi’ nonno Quirino

mercoledì, 20 maggio 2009

Ingredienti:
3 zucchine lunghe di Silvio
2 uova buone di Paul
sale qb
½ peperoncino piccante piccolo
aglio qb
olio d’oliva qb (nota per chi è inesperto come me: non serve tanto olio per la cottura perché le zucchine non lo trattengono)
salvia qb

Procedimento:

  • Dopo aver lavato e tagliato le zucchine a rondelle farle saltare nella padella con olio, aglio, peperoncino e salvia che si può lasciare intera (a chi non piace poi può toglierla a cottura ultimata).
  • Salare le zucchine, ma non troppo (io preferisco mettere sale nell’uovo che andremo a sbattere pronto per poi esser messo in padella).
  • Quando le zucchine sono lievemente dorate e fanno un profumino di pronto, togliere l’olio se vedete che è in eccesso, il pezzettino di peperoncino per evitare spiacevoli o simpatiche sorprese a chi se lo ritrova in bocca ignaro e procedere alla realizzazione della nostra frittata.
  • Fare attenzione che l’uovo si disponga su tutta la padella e muovendo ogni tanto con un colpo di polso (come fanno i cuochi esperti) far in modo che non si attacchi sul fondo.
  • Passato un minuto max due provvedere al rigiro della frittata per farla cuocere dall’altro lato. Ognuno scelga la tecnica che preferisce: piatto inumidito con acqua, coperchio delle pentole, al salto con un colpo deciso, a noi la scelta.

Consigli:

  • Servire calda con pane fatto in casa appena sfornato e un buon bicchiere di vino rosso.
  • Si accompagna bene un piattino di insalatina e radicchietto novello condito anche con olio di oliva ed aceto di vino rosso.
  • La frittata del mì nonno Quirino si può mangiare calda o fredda. Se riusciamo a farla bassa può essere utilizzata come antipasto insieme agli altri tagliandola a bocconcini.

Buon appetito e buon divertimento nella realizzazione.