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	<title>GASPn &#187; Farine</title>
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	<description>Acquisti solidali a Pordenone</description>
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		<title>Farine: tipo e forza</title>
		<link>http://gaspn.net/2010/01/23/farine-tipo-e-forza/</link>
		<comments>http://gaspn.net/2010/01/23/farine-tipo-e-forza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 19:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Mayer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Farine]]></category>
		<category><![CDATA[Ritagli di carta e bit]]></category>
		<category><![CDATA[Vita del gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ne parlava all&#8217;ultima riunione, quindi copio e incollo due brani da wikipedia e qualche link:
da Wikipedia:
============
Le farine derivate da basse estrazioni (abburattamento  del 70-75%) provengono principalmente dalla parte centrale del chicco e si contraddistinguono ad occhio nudo per la loro purezza e candore; sono denominate in Italia farina tipo 00. Al contrario, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne parlava all&#8217;ultima riunione, quindi copio e incollo due brani da wikipedia e qualche link:<br />
da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Farina#Altre_farine">Wikipedia</a>:<br />
============<br />
Le farine derivate da basse estrazioni (abburattamento  del 70-75%) provengono principalmente dalla parte centrale del chicco e si contraddistinguono ad occhio nudo per la loro purezza e candore; sono denominate in Italia farina tipo 00. Al contrario, una farina ad alto tasso di estrazione (circa 80%) sarà meno chiara in quanto contiene anche la farina proveniente dalla parte esterna del chicco (strato aleuronico); in relazione al contenuto in ceneri (minerali) possono essere denominate farina tipo 0, tipo 1  o tipo 2. Quando la percentuale di estrazione giunge al 100% si ottiene la cosiddetta farina integrale, cioè uno sfarinato comprensivo anche di crusca.</p>
<p>* La tabella seguente riassume le principali caratteristiche delle farine di grano tenero in commercio in Italia:</p>
<table style="margin:0 .5em .5em 0; margin-top:.5em; margin-bottom:.5em; border:1px solid #CCC; border-collapse:collapse; font-family: Arial, Frutiger 45 Light, Helvetica, Arial Unicode MS, Lucida Sans Unicode, Lucida Grande, TITUS Cyberit Basic, Code2000, MV Boli, @MS Mincho;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr bgcolor="darkgrey">
<th>Denominazione del prodotto</th>
<th>Umidità max</th>
<th>Ceneri min</th>
<th>Ceneri max</th>
<th>Proteine min</th>
</tr>
<tr align="center">
<td align="left">Farina di grano tenero tipo 00</td>
<td>14,50%</td>
<td>–</td>
<td>0,55%</td>
<td>9,00%</td>
</tr>
<tr align="center">
<td align="left">Farina di grano tenero tipo 0</td>
<td>14,50%</td>
<td>–</td>
<td>0,65%</td>
<td>11,00%</td>
</tr>
<tr align="center">
<td align="left">Farina di grano tenero tipo 1</td>
<td>14,50%</td>
<td>–</td>
<td>0,80%</td>
<td>12,00%</td>
</tr>
<tr align="center">
<td align="left">Farina di grano tenero tipo 2</td>
<td>14,50%</td>
<td>–</td>
<td>0,95%</td>
<td>12,00%</td>
</tr>
<tr align="center">
<td align="left">Farina integrale di grano tenero</td>
<td>14,50%</td>
<td>1,30%</td>
<td>1,70%</td>
<td>12,00%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>La proprietà più importante della farina è la sua forza</strong>, cioè la capacità di resistere nell&#8217;arco del tempo alla lavorazione.<br />
[...]<br />
In base alla quantità, ma anche alla qualità, del glutine contenuto in una data farina, l&#8217;impasto con l&#8217;acqua avrà più o meno resistenza, P, ed elasticità, L, e varierà anche il tempo necessario per la lievitazione.</p>
<p>Un alto valore di W indica un alto contenuto di glutine; questo vuol dire che la farina assorbirà molta acqua e che l&#8217;impasto sarà resistente e tenace, e che lieviterà lentamente perché le maglie del reticolo di glutine saranno fitte e resistenti. Viceversa, un W basso indica una farina che ha bisogno di poca acqua e che lievita in fretta, ma che darà un impasto (e un pane) leggero e poco consistente.<br />
[...]<br />
Ecco un indice di massima:</p>
<ul>
<li><strong>Fino a W 170 (deboli)</strong>: per biscotti, cialde e dolci friabili; anche per besciamella e per rapprendere salse. Assorbono circa il 50% del loro peso in acqua.</li>
<li><strong>Da W 180 a W 260 (medie)</strong>: pane francese, panini all&#8217;olio, pizza, pasta: assorbono dal 55% al 65% del loro peso in acqua.</li>
<li><strong>Da W 280 a W 350 (forti</strong>): pane classico, pizza, pasta all&#8217;uovo, pasticceria a lunga lievitazione: babà, brioche. Assorbono dal 65% al 75% del loro peso in acqua.</li>
<li><strong>Oltre i W 350 (farine speciali)</strong>: in genere fatte con particolari tipi di grano, vengono usate per &#8220;rinforzare&#8221; farine più deboli, mescolandovele, oppure per prodotti particolari. Assorbono fino al 90% del loro peso in acqua.</li>
</ul>
<p>Le farine in commercio al dettaglio hanno una forza variabile. Solitamente quella delle 0 e 00 generiche si aggira sul W 150, quella delle 00 specifiche per prodotti non lievitati (creme, torte a lievitazione chimica come il plum cake, biscotti, crostate) dal W 80 al W 150, quella delle 00 e 0 specifiche per pizza dal W 200 al W 280, quella delle 00 specifiche per dolci lievitati (farine 00 rinforzate che producono pochissime aziende, ideali per babà, savarin etc.) intorno al W 300, quella delle farine vendute come manitoba (quasi tutte 0) dal W 260 al W 420.</p>
<p>Questo è un altro link abbastanza esauriente: <a href="http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/cereali/derivati/farina_caratteristiche.htm">cibo360.it</a></p>
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		<title>Due o tre cose da sapere sul Kamut</title>
		<link>http://gaspn.net/2010/01/21/due-o-tre-cose-da-sapere-sul-kamut/</link>
		<comments>http://gaspn.net/2010/01/21/due-o-tre-cose-da-sapere-sul-kamut/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 15:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Farine]]></category>
		<category><![CDATA[Ritagli di carta e bit]]></category>
		<category><![CDATA[Kamut]]></category>
		<category><![CDATA[Khorasan]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Angelini]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo un interessante (e molto critico) articolo di Massimo Angelini sulle origini e sulle caratteristiche del Kamut, pubblicato sul sito della cooperativa agricola Cornale di Cuneo. Vi consiglio la lettura integrale, ma questi sono alcuni passaggi centrali:

Tutto questo porta a riconoscere nella storia del presunto ritrovamento del Khorasan/Kamut® solo una fantasiosa invenzione commerciale, elaborata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo <a href="http://www.cornale.it/blog/marchio/kamut-meglio-khorasan">un interessante (e molto critico) articolo di Massimo Angelini</a> sulle origini e sulle caratteristiche del Kamut, pubblicato sul sito della cooperativa agricola Cornale di Cuneo. Vi consiglio la lettura integrale, ma questi sono alcuni passaggi centrali:</p>
<blockquote>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Tutto questo porta a riconoscere nella storia del presunto ritrovamento del Khorasan/Kamut<sup>®</sup> solo una fantasiosa invenzione commerciale, elaborata per stimolare il desiderio di qualcosa di puro, antico ed esotico. E, a onore del vero, anche la stessa <em>K.Int. </em>ha preso le distanze dalla leggenda che, peraltro, ormai non ha più bisogno di essere incoraggiata.</span><span style="font-size: small;"> Dai dati oggi disponibili, di fonte pubblica e privata, tra gli elementi di maggiore caratterizzazione del Khorasan ci sono un elevato contenuto proteico, in generale superiore alla media dei frumenti duri e teneri, e buoni valori di beta-carotene e selenio; per le altre componenti qualitative e nutrizionali <em>non ci sono differenze sostanziali</em> rispetto agli altri frumenti.</span></div>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">[...]</span></div>
</blockquote>
<blockquote><p><span style="font-size: small;">Bisogna, infine, chiarire che, <em>come ogni frumento</em>, il Khorasan è <em>inadatto</em> per l’alimentazione dei celiaci, perché contiene glutine (e non ne è <em>né privo, né povero,</em> come, poco responsabilmente, una certa comunicazione pubblicitaria afferma o lascia intendere) e ne contienein misura superiore a quella dei frumenti teneri e a numerose varietà di frumento duro.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">[...]<br />
</span></p></blockquote>
<blockquote>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Restano ancora tre aspetti che gettano un’ombra sul prodotto a marchio Kamut<sup>®</sup> (ma non sul Khorasan!):</span></div>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">- </span>il <em>monopolio commerciale</em> imposto dalla <em>K.Int. </em>su un frumento tradizionale che, come tale, dovrebbe invece essere patrimonio di tutti, e più di chiunque altro delle comunità che nel tempo lo hanno conservato e tramandato</span></div>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">- il <em>costo eccessivo</em> del prodotto finito (dall’80 al 200% in più di una pasta di comune grano duro biologico), poco giustificabile a sostanziale parità di valori qualitativi e nutrizionali, dovuto al regime di monopolio, ai costi di trasporto, ai diritti di uso e ai costi di propaganda, ma dovuto anche agli effetti di un mercato dell’eccellenza che trasforma il cibo in oggetto di lusso, di gratificazione e di distinzione, e che specula sul desiderio di rassicurazione e sul bisogno di salute</span></div>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">- la <em>pesante impronta ecologica</em> legata allo spostamento di un prodotto per lo più coltivato dall’altra parte del Mondo che arriva sulle nostre tavole attraverso una filiera molto lunga (migliaia di chilometri!), e che, solo per questo fatto, non è compatibile con la filosofia della decrescita e con l’attenzione al consumo locale, fatto se possibile a “chilometri zero”.</span></div>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">[<a href="http://www.cornale.it/blog/marchio/kamut-meglio-khorasan">leggi l'articolo sul blog Cornale.it</a>]</span></div>
</blockquote>
<div style="margin-top: 6pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">(via <a href="http://www.ecoblog.it/post/9660/i-segreti-del-kamut">Ecoblog</a>)<br />
</span></div>
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