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	<title>GASPn &#187; Segnalazioni di iniziative</title>
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	<description>Acquisti solidali a Pordenone</description>
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		<title>Erano giardini, una riflessione sull&#8217;agricoltura</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Agrycult]]></category>
		<category><![CDATA[community supported agricolture]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Travaglini]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Parco dei Buoi di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io mi sia abbonato. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l&#8217;unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://parcodeibuoi.com/">Parco dei Buoi</a> di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2006/10/19/alla-fine-dellorto/">mi sia abbonato</a>. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l&#8217;unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale avrebbe potuto continuare a lungo. Oggi, per fortuna, le aziende agricole che inseguono forme di &#8220;adozione&#8221; simili a questa si stanno diffondendo anche dalle mie parti. L&#8217;<a href="http://www.economia-solidale.org/default.php?do=producer_info&amp;producerid=841">orto biologico</a> di Silvio Martini, da cui ci riforniamo settimanalmente, e ancor di più la nascente <a href="http://gaspn.net/2010/02/04/arriva-la-prima-vera/">Prima Vera</a> dell&#8217;Associazione Modo ne sono un validissimo esempio.</p>
<p>Francesco Travaglini è stato uno dei primissimi contadini in Italia ad aprirsi non soltanto a forme di produzione ecosostenibili, ma anche alla ricerca attiva di nuovi clienti attraverso blog e social network. Un paio di anni fa, dovendo raccontare i &#8220;nuovi consumatori&#8221; in un seminario a Milano, gli chiesi di spiegarmi i presupposti della sua attività, che si ispira alle esperienze americane di <em>community supported agricolture</em>: in un <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-4106567852913498600&amp;ei=m9VyS6blFYK62wLYrezQDQ&amp;q=parco+dei+buoi#">video realizzato per l&#8217;occasione</a> trovate tutto il materiale che serve per farsene un&#8217;idea. Da quelle intuizioni l&#8217;anno scorso è nato <a href="http://www.agrycult.com">Agrycult</a>, tentativo di fondare una comunità online per i farmer marketer aperti alla tecnologia e all&#8217;uso di internet per farsi conoscere e vendere i propri prodotti. In questi giorni, per esempio, sono aperte le iscrizioni per <a href="http://www.agrycult.com/2010/06/agrycult-e-abbonarsi-ad-una-ricotta/">abbonarsi alla ricotta</a>.</p>
<p>Questa introduzione mi serve per segnalare una riflessione importante &#8211; amara, ma stimolante &#8211; che Francesco Travaglini ha lanciato oggi sullo stato dell&#8217;agricolura nella sua terra. Nel suo mettere in connessione diretta due argomenti che hanno facile presa nell&#8217;immaginario dei più sensibili all&#8217;ambiente, energie rinnovabili e coltivazioni rispettose dei cicli naturali, mi sembra ottimo cibo per la mente per chiunque sia disponibile ad approfondire la complessità che governa il mercato alimentare e la possibilità per ciascuno di noi di compiere scelte equilibrate e in linea con la propria visione del mondo.</p>
<blockquote><p>Una volta erano giardini, oggi sono distese incolte e cimiteri di  viti estirpate. Quelli che una volta erano contadini dal  cervello fino ora sono persone demotivate in attesa di ricevere una  buona e convincente offerta per coltivare pannelli fotovoltaici o pale  eoliche. È tempo di trebbiatura del grano ed è un&#8217;ottima annata: si  producono 50 quintali per ettaro, ma non bastano a coprire le spese vive  considerato che se si è fortunati si vende a 14 euro al quintale. L&#8217;uva, quando si vende, costa 25 euro al quintale, olive idem, per non  parlare delle aleatorie coltivazioni e quotazioni di ortaggi vari, che  hanno mandato sul lastrico tantissimi imprenditori agricoli. E  allora, come dargli torto? 5000-7000 euro all&#8217;anno per 25 anni per lasciare che i giardini  diventino campi di pannelli fotovoltaici o parchi eolici, ma  quando li guadagnerebbero coltivando grano duro? Non siamo contrari alle energie rinnovabili, anzi i pali eolici tutto  sommato non ci infastidiscono nemmeno alla vista. Ma non è possibile  che si dimentichi la vocazione di queste terre, di questi giardini.</p></blockquote>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/gn-vIYcTxdo" width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gn-vIYcTxdo" /></object></p>
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		<title>Sabato e domenica siamo in piazza a Pordenone</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 11:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Terraè]]></category>

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		<description><![CDATA[GASPn, insieme alla rete dei gruppi d&#8217;acquisto solidali di Pordenone e dintorni, sarà in piazza sabato 15 e domenica 16 per fornire informazioni a quanti sono interessati a saperne di più sulle nostre attività. L&#8217;occasione è Terraè, un contenitore di inziative sul tema della sostenibilità, che il prossimo fine settimana occuperà piazza XX settembre con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GASPn, insieme alla rete dei gruppi d&#8217;acquisto solidali di Pordenone e dintorni, sarà in piazza sabato 15 e domenica 16 per fornire informazioni a quanti sono interessati a saperne di più sulle nostre attività. L&#8217;occasione è <a href="http://www.terra-e.it">Terraè</a>, un contenitore di inziative sul tema della sostenibilità, che il prossimo fine settimana occuperà piazza XX settembre con stand e iniziative assortite (<a href="http://www.terra-e.it/site/index.php?option=com_phocadownload&amp;view=category&amp;download=4:terra-pieghevole&amp;id=2:informazione">il programma in pdf</a>). Cercateci nell&#8217;area blu.</p>
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		<title>Compro Bio? Si, ma&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 22:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Mayer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Vita del gruppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 15 aprile  alle 18:30 a Udine, in Sala Fondazione CRUP si terrà la Tavola Rotinda organizzata dalla Regione illustrato nella locandina allegata; il cinfronto tra produttori e consumatori (invitati anche tre rappresentanti dei GAS della Regione) promette di essere interessante.
Scarica l&#8217;invito alla Tavola Rotonda «Compro Bio? Si, ma&#8230;»
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 15 aprile  alle 18:30 a Udine, in Sala Fondazione CRUP si terrà la Tavola Rotinda organizzata dalla Regione illustrato nella locandina allegata; il cinfronto tra produttori e consumatori (invitati anche tre rappresentanti dei GAS della Regione) promette di essere interessante.<a rel="attachment wp-att-261" href="http://gaspn.net/2010/04/14/compro-bio-si-ma/tavola_rotonda/"></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-261" href="http://gaspn.net/2010/04/14/compro-bio-si-ma/tavola_rotonda/">Scarica l&#8217;invito alla Tavola Rotonda «Compro Bio? Si, ma&#8230;»</a></p>
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		<title>Agricult e la parte agricola della rete</title>
		<link>http://gaspn.net/2010/02/17/agricult-e-la-parte-agricola-della-rete/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[abbonamento all'orto]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Travaglini]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnalo la nascita di Agricult, una comunità di aziende agricole che si riconoscono nel modello della community supported agricolture e che credono nel chilometro zero della comunicazione al servizio dell&#8217;agricoltura. Promosso da Francesco Travaglini del Parco dei buoi da Michele Vitale, il sito dovrebbe ospitare a regime un farmer market diffuso, che ricalchi l&#8217;esperienza dell&#8217;abbonamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo la nascita di <a href="http://www.agrycult.com/">Agricult</a>, una comunità di aziende agricole che si riconoscono nel modello della <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-4106567852913498600&amp;ei=m9VyS6blFYK62wLYrezQDQ&amp;q=parco+dei+buoi#">community supported agricolture</a> e che credono nel chilometro zero della comunicazione al servizio dell&#8217;agricoltura. Promosso da Francesco Travaglini del <a href="http://parcodeibuoi.com/">Parco dei buoi</a> da <a href="http://aadimolise.blogspot.com/">Michele Vitale</a>, il sito dovrebbe ospitare a regime un farmer market diffuso, che ricalchi l&#8217;esperienza dell&#8217;<a href="http://www.sergiomaistrello.it/2006/10/19/alla-fine-dellorto/">abbonamento all&#8217;orto</a> sperimentato ormai da diversi anni dal Parco dei buoi. Un&#8217;iniziativa da tenere presente, per spunti e offerte.</p>
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		<title>Arriva la Prima Vera</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
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		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo già parlato dell&#8217;Associazione Modo e del suo progetto di azienda agricola di comunità basata sui principi di collaborazione e rispetto per l&#8217;ambiente. Ora il progetto, che si chiamerà Prima Vera, è pronto a partire: è stato acquistato del terreno a Chions (PN) e i soci stanno avviando le coltivazioni con metodi biologici e biodinamici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo <a href="http://gaspn.net/2009/07/01/associazione-modo-una-proposta/">già parlato</a> dell&#8217;Associazione Modo e del suo progetto di azienda agricola di comunità basata sui principi di collaborazione e rispetto per l&#8217;ambiente. Ora il progetto, che si chiamerà <em>Prima Vera</em>, è pronto a partire: è stato acquistato del terreno a Chions (PN) e i soci stanno avviando le coltivazioni con metodi biologici e biodinamici. Chi vuole partecipare può iscriversi, segnalare gli ortaggi che vorrebbe fossero prodotte del l&#8217;orto e versare il contributo alle spese di mantenimento (la quota base è di 50 €).</p>
<p>Per presentare tempi e caratteristiche dell&#8217;azienda agricola Prima Vera, l&#8217;Associazione Modo organizza un incontro pubblico sabato 6 febbraio 2010, dalle 18, alla Casa del Popolo di Torre (Via Carnaro 10, Pordenone), a cui seguirà una cena biodinamica vegetariana. Per informazioni e prenotazioni si può contattare il numero 338.7434117 o l&#8217;indirizzo email <a href="mailto:associazionemodo@gmail.com" target="_blank">associazionemodo@gmail.com</a>.</p>
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		<title>Non c&#8217;è acqua da perdere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Casa dello Studente]]></category>
		<category><![CDATA[L'altrametà]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Altrametà, insieme alle associazioni che fanno capo al Centro Culturale Zanussi di Pordenone, propone un percorso con incontri formativi, attività con le scuole e una mostra fotografica intitolato Non c&#8217;è acqua da perdere per riflettere sulla responsabilità di ognuno per un corretto utilizzo di questa importante risorsa. La mostra viene inaugurata il 1° febbraio alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/0874/worldshop/societa-cooperativa-l-altrameta">L&#8217;Altrametà</a>, insieme alle associazioni che fanno capo al <a href="http://www.centroculturapordenone.it/">Centro Culturale Zanussi</a> di Pordenone, propone un percorso con incontri formativi, attività con le scuole e una mostra fotografica intitolato <a href="http://www.centroculturapordenone.it/cicp/arte/spazio-foto/mostra-in-corso/non-ceacqua-da-perdere">Non c&#8217;è acqua da perdere</a> per riflettere sulla responsabilità di ognuno per un corretto utilizzo di questa importante risorsa. La mostra viene inaugurata il 1° febbraio alle 17.30 e resterà aperta fino al 28 febbraio. Il 5 febbraio alle 15.30 è prevista una lezione aperta del prof.  Francesco Marangon dell&#8217;Università di Udine. Tutti gli appuntamenti si svolgono presso la <a href="http://www.centroculturapordenone.it/centro/chi-siamo/dove-siamo">Casa dello Studente A. Zanussi</a> di via Concordia 7 a Pordenone.</p>
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		<title>Il pony express in bicicletta</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GASPn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
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		<description><![CDATA[Piccole ma significative innovazioni locali: è stato attivato anche a Pordenone un servizio di corriere espresso locale &#8220;ecologico&#8221;. I fattorini, infatti, si muovono per la città (a Pordenone, Cordenons, Fontanafredda, Roveredo, Porcia e Sacile) in bicicletta. Quello dei cosiddetti pony express è un servizio tipico delle grandi città, dove generalmente viene assicurato da personale in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piccole ma significative innovazioni locali: è stato attivato anche a Pordenone un servizio di corriere espresso locale &#8220;ecologico&#8221;. I fattorini, infatti, si muovono per la città (a Pordenone, Cordenons, Fontanafredda, Roveredo, Porcia e Sacile) in bicicletta. Quello dei cosiddetti pony express è un servizio tipico delle grandi città, dove generalmente viene assicurato da personale in motocicletta. Il servizio ecosostenibile aperto ora in provincia permette di spostare sul territorio buste, documenti, pacchi, oggetti fino a 10 kg, ovvero quanto può essere contenuto negli zaini in dotazione al personal. È possibile richiedere anche il disbrigo di commissioni in banca o in posta. Per ogni consegna è applicata una tariffa di 5 euro. Il servizio risponde al numero di cellulare 338.8481223 e all&#8217;email urbantrail.pn@gmail.com.</p>
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		<title>Il Comune apre gli orti sociali</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 12:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Verdura e frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[orto]]></category>
		<category><![CDATA[orto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnalo un articolo pubblicato oggi dal Messaggero Veneto, in merito alla possibilità di ottenere dal Comune di Pordenone spazi per la coltivazione di orti. Domani la delibera in Consiglio comunale, se tutto va bene si comincia in ottobre. Da seguire.
Arrivano gli orti sociali per chi non ha giardino
Cittadini e scolaresche, pagando un canone, potranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo un articolo pubblicato oggi dal Messaggero Veneto, in merito alla possibilità di ottenere dal Comune di Pordenone spazi per la coltivazione di orti. Domani la delibera in Consiglio comunale, se tutto va bene si comincia in ottobre. Da seguire.</p>
<blockquote><p><strong>Arrivano gli orti sociali per chi non ha giardino</strong></p>
<p><em>Cittadini e scolaresche, pagando un canone, potranno coltivare ortaggi. Domande in ottobre</em></p>
<p>L’esperienza degli orti sociali si affaccia anche a Pordenone. Domani approda in consiglio comunale la delibera che regolamenta la possibilità di assegnare alcuni terreni di proprietà comunale ai cittadini e alle scuole affinché possano coltivare ortaggi. Si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede in molte città, da Parigi a New York passando per località della Germania e della Svizzera, e ha il pregio da un lato di rispondere a un’esigenza espressa soprattutto da persone anziane e dall’altro a favorire la cura del verde pubblico. Il regolamento, predisposto dall’assessorato alle Politiche sociali, retto da Gianni Zanolin, e già esaminato dalla terza commissione consiliare, prevede l’assegnazione di lotti di 50 metri quadri ciascuno destinati alla produzione di ortaggi. Beneficiari i cittadini che non siano proprietari di terreni agricoli o che non ne usufruiscano e le scuole per realizzare programmi didattici, formativi e riabilitativi. La giunta è chiamata a individuare ogni anno i terreni da destinare a orti sociali e dal 15 al 30 ottobre i cittadini possono fare richiesta di utilizzo specificando se intendono usare prodotti naturali. La concessione d’uso dura al massimo cinque anni e gli assegnatari si impegnano a coltivare l’orto con continuità, valendosi dell’aiuto, se del caso, di parenti e amici. L’amministrazione comunale mette a disposizione, da parte sua, il collegamento con l’acquedotto e un ricovero per gli attrezzi. L’indennità di concessione annua è stata fissata in 70 euro per gli orti di 50 metri quadri: 31 euro per l’uso del terreno, 34 per l’utilizzo dell’acqua e 5 per contribuire alle spese legate al ricovero degli attrezzi. Valori che verranno modificati proporzionalmente in caso di lotti di dimensione diversa. Resta il fatto che i prodotti dell’orto saranno di proprietà dell’assegnatario. I consigli circoscrizionali, inoltre, avranno il compito di vigilare sulla corretta conduzione degli orti sociali e segnalare eventualità irregolarità al dirigente delle Politiche sociali. (ste.pol.)</p></blockquote>
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		<title>Associazione MODO: una proposta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 17:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Mayer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Verdura e frutta]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
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		<category><![CDATA[Gas]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione MODO ritiene sia venuta l&#8217;ora di passare dalle parole ai fatti, e di cominciare a costruire realmente un&#8217;alternativa al presente modello di sviluppo, per questo motivo sta dando avvio ad un&#8217;attività agricola fondata su principi e dinamiche diverse dall&#8217;attuale economia di mercato, progetto che presenterà mercoledì 8 luglio, alle ore 20:30,
presso la sede dell&#8217;Officina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione MODO ritiene sia venuta l&#8217;ora di passare dalle parole ai fatti, e di cominciare a costruire realmente un&#8217;alternativa al presente modello di sviluppo, per questo motivo sta dando avvio ad un&#8217;attività agricola fondata su principi e dinamiche diverse dall&#8217;attuale economia di mercato, progetto che presenterà mercoledì 8 luglio, alle ore 20:30,<br />
presso la sede dell&#8217;Officina della Decrescita,<br />
in vicolo San Francesco 1/c, (ex-sede Coop. Itaca)<br />
Siamo  abituati a concepire l&#8217;avvio di un&#8217;attività come appannaggio di chi dispone di  un capitale privato da investire. L&#8217;imprenditore, disponendo di un capitale,  sceglierà poi il settore di investimento non tanto, o non solo, in base ai  propri sogni, quanto piuttosto in base alle prospettive di business offerte,  cioè alle possibilità di un ritorno del capitale investito in termini di  guadagno privato. A questo punto l&#8217;imprenditore offrirà un prodotto sul  mercato, prodotto che dovrà costantemente competere con la concorrenza delle  altre aziende: chi riesce a produrre a costi sempre più bassi vince in questa  guerra, ma la concorrenza al ribasso alla lunga peggiora le condizioni di vita  di ognuno di noi. Chi non riesce a battere la concorrenza, invece, va incontro  al fallimento: questo, in poche parole, il carattere intrinsecamente  “selvaggio” del sistema economico in cui viviamo.<br />
Ma proviamo per un attimo a  ripensare in maniera diversa le cose, e ad immaginare un altro modo di  organizzare le nostre attività e di rispondere alle nostre esigenze.<br />
Prendiamo  un gruppo di persone, per esempio, un qualunque gruppo di persone, che per  vivere ha bisogno di determinati beni e servizi, e consideriamo per semplicità  la domanda di verdure di questo determinato gruppo, domanda che per essere  soddisfatta necessita di una spesa mensile, poniamo di 50 €; poniamo ora che  questo gruppo di persone decida di unirsi e di mettere insieme i soldi spesi  ogni mese per le verdure: per semplicità di calcolo, se una famiglia spende  mensilmente 50 € per la verdura, un gruppo di 40 famiglie metterà insieme 2 000  € al mese; poniamo ora che questo gruppo, anziché spendere ogni mese questi 2  000 € in un supermercato, li versi in una cassa comune: questi soldi  basterebbero per remunerare una persona che lavori l&#8217;orto e produca verdure per  loro, in più avanzerebbero dei soldi per coprire le spese di gestione  dell&#8217;attività, spese di gestione comunque basse perché un&#8217;attività del genere  non presuppone i costi di gestione di un&#8217;azienda privata.<br />
L&#8217;attività agricola  così messa in piedi, non sarebbe più un&#8217;impresa privata finalizzata  all&#8217;incremento di un profitto, ma apparterrebbe all&#8217;insieme delle persone che  hanno aderito, e che la finanzierebbero con la propria quota, la gestirebbero  decidendo come investire il denaro accantonato (costruzione di un impianto  idraulico, acquisto di una rete antigrandine&#8230;), sceglierebbero cosa coltivare  in base ai propri gusti, e come coltivare nel rispetto dell&#8217;ambiente  (coltivazione biologica, tutela della biodiversità&#8230;).</p>
<p>Questa attività,  svincolata dalla necessità di fare profitto perché volta solo all&#8217;autoconsumo  dei membri, sarebbe estranea alle logiche della concorrenza, e potrebbe così  basarsi solo sulla relazione umana fra gli aderenti, avendo come unico  obiettivo la qualità dei prodotti, e più in generale il fare comunità,  migliorando concretamente la qualità della vita di tutti. Inoltre il gruppo che  si viene a costituire potrebbe col tempo estendere le proprie attività, non  solo perché ulteriori adesioni creerebbero altri posti di lavoro, ma anche  perché si potrebbe decidere di includere in questa azienda altri settori, come  la trasformazione dei prodotti, per esempio decidendo di coltivare pomodori da  destinare alla produzione di passate, oppure scegliendo di coltivare mais per  autoprodursi il pane. Infine questo gruppo sarebbe il luogo ideale per attivare  altre iniziative: la costituzione di un GAS per l&#8217;acquisto di beni non prodotti  in loco, per esempio, oppure l&#8217;organizzazione di un centro di distribuzione di  detersivi alla spina, e mille altre cose ancora.</p>
<p>Insomma, in poche parole,<br />
l&#8217;Associazione MODO invita tutti gli interessati a partecipare alla  costituzione di una delle prime aziende fondata su principi diversi  dall&#8217;attuale economia di mercato: un piccolo importante e concreto passo per la  costruzione di un mondo diverso&#8230; e migliore!</p>
<p>Silvano Lapietra<br />
Associazione  MODO</p>
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		<title>Serge Latouche a Udine</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 01:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Mayer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Latouche]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[Il filosofo ed esperto di economia Serge Latouche sarà ospite di
Parlandone ad HomePage, l’appuntamento culturale al Parco del Cormor
dove ogni venerdì la cittadinanza può riflettere sul suo rapporto con
l’Altro e con l’ambiente.
Latouche, presentato da Giampaolo Carbonetto, terrà una conferenza dal titolo
La decrescita: un nuovo benessere?
venerdì 3 luglio, alle ore 19.15,  nell’area festeggiamenti del Parco del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il filosofo ed esperto di economia <strong>Serge Latouche</strong> sarà ospite di<br />
<a title="Sito" href="http://www.homepagefestival.com/" target="_blank"><em>Parlandone ad HomePage</em></a>, l’appuntamento culturale al Parco del Cormor<br />
dove ogni venerdì la cittadinanza può riflettere sul suo rapporto con<br />
l’Altro e con l’ambiente.</p>
<p>Latouche, presentato da <strong>Giampaolo Carbonetto</strong>, terrà una conferenza dal titolo</p>
<p><em><strong>La decrescita: un nuovo benessere?</strong></em></p>
<p><strong>venerdì 3 luglio,</strong> alle ore 19.15,  nell’area festeggiamenti del <em>Parco del Cormor </em>o presso la Sala Multiseum al Città<br />
Fiera in caso di maltempo</p>
<p>Latouche, professore emerito di scienze economiche all&#8217;Università di Paris-sud, è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell&#8217;epistemologia delle scienze sociali. E’conosciuto nel mondo come il teorico di un nuovo paradigma di gestione delle risorse che prende il nome di decrescita. Secondo Latouche fino ad ora il modello economico dominante è stato quello della crescita infinita, ma in un mondo finito quale è il nostro sarà necessario cambiare paradigma, possibilmente prima di schiantarsi contro i limiti della natura. Attraverso il concetto di decrescita Latouche illustrerà come si potrebbe ripensare la società inventando una nuova logica sociale e cercando di costruire una società sostenibile, esplicitando i diversi momenti per poter raggiungere questo obiettivo:</p>
<ul>
<li>cambiare valori e concetti,</li>
<li>mutare le strutture,</li>
<li>rilocalizzare l’economia e la vita,</li>
<li>rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti,</li>
<li>rispondere alla sfida dei paesi del Sud.</li>
</ul>
<p>La sfida della decrescita sarà quello di portare un nuovo paradigma di benessere, più intelligente, più equo socialmente e più rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>
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