Ecosia, giudizio sospeso

18 gennaio 2010 - Sergio Maistrello

Nelle scorse settimane molti hanno ricevuto un’email da amici e conoscenti in cui venivano invitati a utilizzare Ecosia, un motore di ricerca “ecologico”. Ecosia promette risultati buoni come quelli di Google e Yahoo!, ma al contrario dei suoi concorrenti avrebbe a cuore l’ambiente e contribuirebbe a salvare due metri quadri di foresta pluviale per ogni ricerca. L’argomento ovviamente è di facile presa tra le persone più sensibili al consumo critico e all’impronta ecologica dei nostri comportamenti. Tuttavia nel nostro Gas più di qualcuno si è incuriosito e mi ha interpellato.

La mia opinione è che si tratti di un meccanismo puramente economico e di marketing, non di un’innovazione sostanziale. Ecosia non è un motore di ricerca, bensì un metamotore: utilizza infatti il lavoro (di ricerca tecnologica, di base dati, di raccolta commerciale) di altre aziende (Microsoft e Yahoo!). Comprano all’ingrosso i risultati di ricerca e i link sponsorizzati e, per dirla in soldoni, ci fanno sopra la cresta. Di fatto non risparmiano al mondo un solo grammo dell’impronta ecologica dei motori di ricerca concorrenti, argomento da cui il loro documentario promozionale prende le mosse, semmai indirettamente favoriscono proprio quel modello commerciale. Dal punto di vista dei processi di rete, a prescindere da ogni altro ragionamento, sono una sovrastruttura che non ha motivo di esistere se non generare artificialmente guadagno.

Questo meccanismo commerciale, ammesso che sia sostenibile nel tempo, permette innanzitutto a loro come azienda di esistere. Dopodiché se decidono che il loro scopo è fare soldi per destinarli in parte cospicua all’ambiente – piuttosto che all’arricchimento o alla ricerca o all’evoluzione del servizio – ovviamente ben venga. Certo io non mi accontenterei del contatore entusiasta sui metri cubi di foresta salvata per fidarmi a prescindere e penso che per ora quello delle foreste pluviali sia un buon argomento per acquisire visibilità a basso prezzo. Se sono seri e onesti potranno far del bene. Se son furbi e cinici non faranno grande strada. Dal punto di vista della ricerca su internet, ad ogni modo, non cambia nulla: quelli che si ottengono su Ecosia sono i risultati che si ottenevano già e si continueranno a ottenere anche su Bing di Microsoft.

Vi suggerisco infine la lettura dell’approfondimento di Paolo Attivissimo, ottimo divulgatore e istituzione della ricerca antibufala in Italia. Ogni volta che avete un dubbio su un appello, su una catena di Sant’Antonio o su altri contenuti sospetti in cui vi imbattete in rete, fate un giro sul suo blog o sul suo sito per vedere se ne ha già parlato (quasi sempre è così): eviterete di fare brutta figura con i destinatari delle vostre mail e contribuirete a limitare la diffusione di bufale e truffe.

“Resilience” vs Sustenibility

14 gennaio 2010 - Carlo Mayer

Un concetto nuovo che non conoscevo, e mi sembra interessante.
Ci sono i sottotitoli in italiano, bisogna cliccare in basso. L’interessante viene dopo gli otto minuti… abbiate pazienza!

Il pony express in bicicletta

10 dicembre 2009 - GASPn

Piccole ma significative innovazioni locali: è stato attivato anche a Pordenone un servizio di corriere espresso locale “ecologico”. I fattorini, infatti, si muovono per la città (a Pordenone, Cordenons, Fontanafredda, Roveredo, Porcia e Sacile) in bicicletta. Quello dei cosiddetti pony express è un servizio tipico delle grandi città, dove generalmente viene assicurato da personale in motocicletta. Il servizio ecosostenibile aperto ora in provincia permette di spostare sul territorio buste, documenti, pacchi, oggetti fino a 10 kg, ovvero quanto può essere contenuto negli zaini in dotazione al personal. È possibile richiedere anche il disbrigo di commissioni in banca o in posta. Per ogni consegna è applicata una tariffa di 5 euro. Il servizio risponde al numero di cellulare 338.8481223 e all’email urbantrail.pn@gmail.com.

Buon Appetito – Inchiesta Report su clima e agricoltura

17 novembre 2009 - Carlo Mayer

Molti la avranno già vista, ma io senza TV l’avevo persa. La trovo ora segnalata su FB e la pubblico qui, così che possa essere rivisitata con facilità. È divisa in otto puntate, e ve le linko tutte:
1 puntata 2 puntata 3 puntata 4 puntata
5 puntata 6 puntata 7 puntata 8 puntata

BioFattorie Aperte il 27 settembre

26 settembre 2009 - Carlo Mayer

ARCA SOC. COOP. A R.L. O.N.L.U.S.
Via Santa Maria, 17
loc. Azzanello di Pasiano
33087 Pasiano di Pordenone (PN)
cell. 3489763368
e-mail: info@arca.coop.it

Area attrezzata per pic nic;
giro per i dintorni della campagna con asini e calesse;
dimostrazione di addestramento alla guida dei cani.

Documento Base dei Gas (Luglio 1999)

21 settembre 2009 - Carlo Mayer

Qui potete trovare il documento base dei gas, a cui fa rimando la bozza del nostro documento
I gruppi di acquisto solidale

Marroni del Mugello

21 settembre 2009 - Carlo Mayer

Allego un link di presentazione dei marroni del Mugello, presa da altri Gas:
- 4€/ kg per i marroni sfusi (minimo 30 Kg), con 1 kg in più “in regalo” per facilitare lo smistamento tra i gassisti;
- 4,5 €/kg per i marroni confezionati in sacchetti da 1-5 kg.
Marroni biologici

Il Comune apre gli orti sociali

5 luglio 2009 - Sergio Maistrello

Vi segnalo un articolo pubblicato oggi dal Messaggero Veneto, in merito alla possibilità di ottenere dal Comune di Pordenone spazi per la coltivazione di orti. Domani la delibera in Consiglio comunale, se tutto va bene si comincia in ottobre. Da seguire.

Arrivano gli orti sociali per chi non ha giardino

Cittadini e scolaresche, pagando un canone, potranno coltivare ortaggi. Domande in ottobre

L’esperienza degli orti sociali si affaccia anche a Pordenone. Domani approda in consiglio comunale la delibera che regolamenta la possibilità di assegnare alcuni terreni di proprietà comunale ai cittadini e alle scuole affinché possano coltivare ortaggi. Si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede in molte città, da Parigi a New York passando per località della Germania e della Svizzera, e ha il pregio da un lato di rispondere a un’esigenza espressa soprattutto da persone anziane e dall’altro a favorire la cura del verde pubblico. Il regolamento, predisposto dall’assessorato alle Politiche sociali, retto da Gianni Zanolin, e già esaminato dalla terza commissione consiliare, prevede l’assegnazione di lotti di 50 metri quadri ciascuno destinati alla produzione di ortaggi. Beneficiari i cittadini che non siano proprietari di terreni agricoli o che non ne usufruiscano e le scuole per realizzare programmi didattici, formativi e riabilitativi. La giunta è chiamata a individuare ogni anno i terreni da destinare a orti sociali e dal 15 al 30 ottobre i cittadini possono fare richiesta di utilizzo specificando se intendono usare prodotti naturali. La concessione d’uso dura al massimo cinque anni e gli assegnatari si impegnano a coltivare l’orto con continuità, valendosi dell’aiuto, se del caso, di parenti e amici. L’amministrazione comunale mette a disposizione, da parte sua, il collegamento con l’acquedotto e un ricovero per gli attrezzi. L’indennità di concessione annua è stata fissata in 70 euro per gli orti di 50 metri quadri: 31 euro per l’uso del terreno, 34 per l’utilizzo dell’acqua e 5 per contribuire alle spese legate al ricovero degli attrezzi. Valori che verranno modificati proporzionalmente in caso di lotti di dimensione diversa. Resta il fatto che i prodotti dell’orto saranno di proprietà dell’assegnatario. I consigli circoscrizionali, inoltre, avranno il compito di vigilare sulla corretta conduzione degli orti sociali e segnalare eventualità irregolarità al dirigente delle Politiche sociali. (ste.pol.)

Associazione MODO: una proposta

1 luglio 2009 - Carlo Mayer

L’Associazione MODO ritiene sia venuta l’ora di passare dalle parole ai fatti, e di cominciare a costruire realmente un’alternativa al presente modello di sviluppo, per questo motivo sta dando avvio ad un’attività agricola fondata su principi e dinamiche diverse dall’attuale economia di mercato, progetto che presenterà mercoledì 8 luglio, alle ore 20:30,
presso la sede dell’Officina della Decrescita,
in vicolo San Francesco 1/c, (ex-sede Coop. Itaca)
Siamo  abituati a concepire l’avvio di un’attività come appannaggio di chi dispone di  un capitale privato da investire. L’imprenditore, disponendo di un capitale,  sceglierà poi il settore di investimento non tanto, o non solo, in base ai  propri sogni, quanto piuttosto in base alle prospettive di business offerte,  cioè alle possibilità di un ritorno del capitale investito in termini di  guadagno privato. A questo punto l’imprenditore offrirà un prodotto sul  mercato, prodotto che dovrà costantemente competere con la concorrenza delle  altre aziende: chi riesce a produrre a costi sempre più bassi vince in questa  guerra, ma la concorrenza al ribasso alla lunga peggiora le condizioni di vita  di ognuno di noi. Chi non riesce a battere la concorrenza, invece, va incontro  al fallimento: questo, in poche parole, il carattere intrinsecamente  “selvaggio” del sistema economico in cui viviamo.
Ma proviamo per un attimo a  ripensare in maniera diversa le cose, e ad immaginare un altro modo di  organizzare le nostre attività e di rispondere alle nostre esigenze.
Prendiamo  un gruppo di persone, per esempio, un qualunque gruppo di persone, che per  vivere ha bisogno di determinati beni e servizi, e consideriamo per semplicità  la domanda di verdure di questo determinato gruppo, domanda che per essere  soddisfatta necessita di una spesa mensile, poniamo di 50 €; poniamo ora che  questo gruppo di persone decida di unirsi e di mettere insieme i soldi spesi  ogni mese per le verdure: per semplicità di calcolo, se una famiglia spende  mensilmente 50 € per la verdura, un gruppo di 40 famiglie metterà insieme 2 000  € al mese; poniamo ora che questo gruppo, anziché spendere ogni mese questi 2  000 € in un supermercato, li versi in una cassa comune: questi soldi  basterebbero per remunerare una persona che lavori l’orto e produca verdure per  loro, in più avanzerebbero dei soldi per coprire le spese di gestione  dell’attività, spese di gestione comunque basse perché un’attività del genere  non presuppone i costi di gestione di un’azienda privata.
L’attività agricola  così messa in piedi, non sarebbe più un’impresa privata finalizzata  all’incremento di un profitto, ma apparterrebbe all’insieme delle persone che  hanno aderito, e che la finanzierebbero con la propria quota, la gestirebbero  decidendo come investire il denaro accantonato (costruzione di un impianto  idraulico, acquisto di una rete antigrandine…), sceglierebbero cosa coltivare  in base ai propri gusti, e come coltivare nel rispetto dell’ambiente  (coltivazione biologica, tutela della biodiversità…).

Questa attività,  svincolata dalla necessità di fare profitto perché volta solo all’autoconsumo  dei membri, sarebbe estranea alle logiche della concorrenza, e potrebbe così  basarsi solo sulla relazione umana fra gli aderenti, avendo come unico  obiettivo la qualità dei prodotti, e più in generale il fare comunità,  migliorando concretamente la qualità della vita di tutti. Inoltre il gruppo che  si viene a costituire potrebbe col tempo estendere le proprie attività, non  solo perché ulteriori adesioni creerebbero altri posti di lavoro, ma anche  perché si potrebbe decidere di includere in questa azienda altri settori, come  la trasformazione dei prodotti, per esempio decidendo di coltivare pomodori da  destinare alla produzione di passate, oppure scegliendo di coltivare mais per  autoprodursi il pane. Infine questo gruppo sarebbe il luogo ideale per attivare  altre iniziative: la costituzione di un GAS per l’acquisto di beni non prodotti  in loco, per esempio, oppure l’organizzazione di un centro di distribuzione di  detersivi alla spina, e mille altre cose ancora.

Insomma, in poche parole,
l’Associazione MODO invita tutti gli interessati a partecipare alla  costituzione di una delle prime aziende fondata su principi diversi  dall’attuale economia di mercato: un piccolo importante e concreto passo per la  costruzione di un mondo diverso… e migliore!

Silvano Lapietra
Associazione  MODO

Serge Latouche a Udine

30 giugno 2009 - Carlo Mayer

Il filosofo ed esperto di economia Serge Latouche sarà ospite di
Parlandone ad HomePage, l’appuntamento culturale al Parco del Cormor
dove ogni venerdì la cittadinanza può riflettere sul suo rapporto con
l’Altro e con l’ambiente.

Latouche, presentato da Giampaolo Carbonetto, terrà una conferenza dal titolo

La decrescita: un nuovo benessere?

venerdì 3 luglio, alle ore 19.15,  nell’area festeggiamenti del Parco del Cormor o presso la Sala Multiseum al Città
Fiera in caso di maltempo

Latouche, professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris-sud, è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali. E’conosciuto nel mondo come il teorico di un nuovo paradigma di gestione delle risorse che prende il nome di decrescita. Secondo Latouche fino ad ora il modello economico dominante è stato quello della crescita infinita, ma in un mondo finito quale è il nostro sarà necessario cambiare paradigma, possibilmente prima di schiantarsi contro i limiti della natura. Attraverso il concetto di decrescita Latouche illustrerà come si potrebbe ripensare la società inventando una nuova logica sociale e cercando di costruire una società sostenibile, esplicitando i diversi momenti per poter raggiungere questo obiettivo:

  • cambiare valori e concetti,
  • mutare le strutture,
  • rilocalizzare l’economia e la vita,
  • rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti,
  • rispondere alla sfida dei paesi del Sud.

La sfida della decrescita sarà quello di portare un nuovo paradigma di benessere, più intelligente, più equo socialmente e più rispettoso dell’ambiente.