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	<title>GASPn &#187; Parco dei buoi</title>
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	<description>Acquisti solidali a Pordenone</description>
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		<title>Erano giardini, una riflessione sull&#8217;agricoltura</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Agrycult]]></category>
		<category><![CDATA[community supported agricolture]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Travaglini]]></category>
		<category><![CDATA[Parco dei buoi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Parco dei Buoi di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io mi sia abbonato. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l&#8217;unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://parcodeibuoi.com/">Parco dei Buoi</a> di Francesco Travaglini è stato il primo orto a cui io <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2006/10/19/alla-fine-dellorto/">mi sia abbonato</a>. Era il 2006. Per un friulano, il Parco dei Buoi ha l&#8217;unico difetto di stare in Molise e implicare chilometri di trasporto su gomma per il trasferimento di frutta e verdura, altrimenti forse il nostro rapporto commerciale avrebbe potuto continuare a lungo. Oggi, per fortuna, le aziende agricole che inseguono forme di &#8220;adozione&#8221; simili a questa si stanno diffondendo anche dalle mie parti. L&#8217;<a href="http://www.economia-solidale.org/default.php?do=producer_info&amp;producerid=841">orto biologico</a> di Silvio Martini, da cui ci riforniamo settimanalmente, e ancor di più la nascente <a href="http://gaspn.net/2010/02/04/arriva-la-prima-vera/">Prima Vera</a> dell&#8217;Associazione Modo ne sono un validissimo esempio.</p>
<p>Francesco Travaglini è stato uno dei primissimi contadini in Italia ad aprirsi non soltanto a forme di produzione ecosostenibili, ma anche alla ricerca attiva di nuovi clienti attraverso blog e social network. Un paio di anni fa, dovendo raccontare i &#8220;nuovi consumatori&#8221; in un seminario a Milano, gli chiesi di spiegarmi i presupposti della sua attività, che si ispira alle esperienze americane di <em>community supported agricolture</em>: in un <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-4106567852913498600&amp;ei=m9VyS6blFYK62wLYrezQDQ&amp;q=parco+dei+buoi#">video realizzato per l&#8217;occasione</a> trovate tutto il materiale che serve per farsene un&#8217;idea. Da quelle intuizioni l&#8217;anno scorso è nato <a href="http://www.agrycult.com">Agrycult</a>, tentativo di fondare una comunità online per i farmer marketer aperti alla tecnologia e all&#8217;uso di internet per farsi conoscere e vendere i propri prodotti. In questi giorni, per esempio, sono aperte le iscrizioni per <a href="http://www.agrycult.com/2010/06/agrycult-e-abbonarsi-ad-una-ricotta/">abbonarsi alla ricotta</a>.</p>
<p>Questa introduzione mi serve per segnalare una riflessione importante &#8211; amara, ma stimolante &#8211; che Francesco Travaglini ha lanciato oggi sullo stato dell&#8217;agricolura nella sua terra. Nel suo mettere in connessione diretta due argomenti che hanno facile presa nell&#8217;immaginario dei più sensibili all&#8217;ambiente, energie rinnovabili e coltivazioni rispettose dei cicli naturali, mi sembra ottimo cibo per la mente per chiunque sia disponibile ad approfondire la complessità che governa il mercato alimentare e la possibilità per ciascuno di noi di compiere scelte equilibrate e in linea con la propria visione del mondo.</p>
<blockquote><p>Una volta erano giardini, oggi sono distese incolte e cimiteri di  viti estirpate. Quelli che una volta erano contadini dal  cervello fino ora sono persone demotivate in attesa di ricevere una  buona e convincente offerta per coltivare pannelli fotovoltaici o pale  eoliche. È tempo di trebbiatura del grano ed è un&#8217;ottima annata: si  producono 50 quintali per ettaro, ma non bastano a coprire le spese vive  considerato che se si è fortunati si vende a 14 euro al quintale. L&#8217;uva, quando si vende, costa 25 euro al quintale, olive idem, per non  parlare delle aleatorie coltivazioni e quotazioni di ortaggi vari, che  hanno mandato sul lastrico tantissimi imprenditori agricoli. E  allora, come dargli torto? 5000-7000 euro all&#8217;anno per 25 anni per lasciare che i giardini  diventino campi di pannelli fotovoltaici o parchi eolici, ma  quando li guadagnerebbero coltivando grano duro? Non siamo contrari alle energie rinnovabili, anzi i pali eolici tutto  sommato non ci infastidiscono nemmeno alla vista. Ma non è possibile  che si dimentichi la vocazione di queste terre, di questi giardini.</p></blockquote>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/gn-vIYcTxdo" width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gn-vIYcTxdo" /></object></p>
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		<title>Agricult e la parte agricola della rete</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni di iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[abbonamento all'orto]]></category>
		<category><![CDATA[Agricult]]></category>
		<category><![CDATA[community supported agricolture]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Travaglini]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Vitale]]></category>
		<category><![CDATA[Parco dei buoi]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo la nascita di Agricult, una comunità di aziende agricole che si riconoscono nel modello della community supported agricolture e che credono nel chilometro zero della comunicazione al servizio dell&#8217;agricoltura. Promosso da Francesco Travaglini del Parco dei buoi da Michele Vitale, il sito dovrebbe ospitare a regime un farmer market diffuso, che ricalchi l&#8217;esperienza dell&#8217;abbonamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo la nascita di <a href="http://www.agrycult.com/">Agricult</a>, una comunità di aziende agricole che si riconoscono nel modello della <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-4106567852913498600&amp;ei=m9VyS6blFYK62wLYrezQDQ&amp;q=parco+dei+buoi#">community supported agricolture</a> e che credono nel chilometro zero della comunicazione al servizio dell&#8217;agricoltura. Promosso da Francesco Travaglini del <a href="http://parcodeibuoi.com/">Parco dei buoi</a> da <a href="http://aadimolise.blogspot.com/">Michele Vitale</a>, il sito dovrebbe ospitare a regime un farmer market diffuso, che ricalchi l&#8217;esperienza dell&#8217;<a href="http://www.sergiomaistrello.it/2006/10/19/alla-fine-dellorto/">abbonamento all&#8217;orto</a> sperimentato ormai da diversi anni dal Parco dei buoi. Un&#8217;iniziativa da tenere presente, per spunti e offerte.</p>
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