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	<title>GASPn &#187; Yahoo!</title>
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	<description>Acquisti solidali a Pordenone</description>
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		<title>Ecosia, giudizio sospeso</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane molti hanno ricevuto un&#8217;email da amici e conoscenti in cui venivano invitati a utilizzare <a href="http://ecosia.org/">Ecosia</a>, un motore di ricerca &#8220;ecologico&#8221;. Ecosia promette risultati buoni come quelli di Google e Yahoo!, ma al contrario dei suoi concorrenti avrebbe a cuore l&#8217;ambiente e contribuirebbe a salvare due metri quadri di foresta pluviale per ogni ricerca. L&#8217;argomento ovviamente è di facile presa tra le persone più sensibili al consumo critico e all&#8217;impronta ecologica dei nostri comportamenti. Tuttavia nel nostro Gas più di qualcuno si è incuriosito e mi ha interpellato.</p>
<p>La mia opinione è che si tratti di un meccanismo puramente economico e di marketing, non di un&#8217;innovazione sostanziale. Ecosia non è un motore di ricerca, bensì un metamotore: utilizza infatti il lavoro (di ricerca tecnologica, di base dati, di raccolta commerciale) di altre aziende (Microsoft e Yahoo!). Comprano all&#8217;ingrosso i risultati di ricerca e i link sponsorizzati e, per dirla in soldoni, ci fanno sopra la cresta. Di fatto non risparmiano al mondo un solo grammo dell&#8217;impronta ecologica dei motori di ricerca concorrenti, argomento da cui il loro <a href="http://ecosia.org/how.php">documentario promozionale</a> prende le mosse, semmai indirettamente favoriscono proprio quel modello commerciale. Dal punto di vista dei processi di rete, a prescindere da ogni altro ragionamento, sono una sovrastruttura che non ha motivo di esistere se non generare artificialmente guadagno.</p>
<p>Questo meccanismo commerciale, ammesso che sia sostenibile nel tempo, permette innanzitutto a loro come azienda di esistere. Dopodiché se decidono che il loro scopo è fare soldi per destinarli in parte cospicua all&#8217;ambiente &#8211; piuttosto che all&#8217;arricchimento o alla ricerca o all&#8217;evoluzione del servizio &#8211; ovviamente ben venga. Certo io non mi accontenterei del contatore entusiasta sui metri cubi di foresta salvata per fidarmi a prescindere e penso che per ora quello delle foreste pluviali sia un buon argomento per acquisire visibilità a basso prezzo. Se sono seri e onesti potranno far del bene. Se son furbi e cinici non faranno grande strada. Dal punto di vista della ricerca su internet, ad ogni modo, non cambia nulla: quelli che si ottengono su Ecosia sono i risultati che si ottenevano già e si continueranno a ottenere anche su Bing di Microsoft.</p>
<p>Vi suggerisco infine la lettura dell&#8217;<a href="http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/ecosia-ci-possiamo-fidare-presto-per.html">approfondimento</a> di Paolo Attivissimo, ottimo divulgatore e istituzione della ricerca antibufala in Italia. Ogni volta che avete un dubbio su un appello, su una catena di Sant&#8217;Antonio o su altri contenuti sospetti in cui vi imbattete in rete, fate un giro <a href="http://attivissimo.blogspot.com/">sul suo blog</a> o <a href="http://www.attivissimo.net/">sul suo sito</a> per vedere se ne ha già parlato (quasi sempre è così): eviterete di fare brutta figura con i destinatari delle vostre mail e contribuirete a limitare la diffusione di bufale e truffe.</p>
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